Continua a fare molto discutere il referendum trivelle sul quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi il prossimo 17 aprile. In particolar modo viene molto contestata la linea assunta più o meno ufficialmente dal Pd, che sta invitando l’elettorato e i cittadini in generale a non presentarsi, propagando di fatto l’astensione.

Una mossa che non è affatto piaciuta al Movimento 5 Stelle, il quale nella persona di Maurizio Buccarella, senatore pentastellato, ha presentato un esposto presso i carabinieri di Roma contro Teresa Bellanova, viceministro alla Sviluppo economico (di fatto il rappresentante del dicastero disponibile al momento, viste le dimissioni del ministro Federica Guidi).

Lo scorso 27 marzo la Buccarella aveva infatti esplicitato la linea del Pd sul referendum trivelle in un’intervista rilasciata all’Unità: “La cosa più saggia da fare il 17 aprile è non andare a votare”.

Un invito assolutamente irricevibile periI 5 Stelle, i quali, rifacendosi a un’osservazione del costituzionalista Michele Ainis sull’esistenza di norme che castigano l’astensione organizzata, hanno così argomentato la loro contrarierà nell’esposto: “Tali disposizioni normative sanzionatorie sono con ogni evidenza poste a presidio della libertà di partecipazione democratica dei cittadini in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie e scoraggiano, punendole, quelle condotte dei soggetti qualificati in virtù del proprio ruolo o funzione istituzionale o ufficio pubblico, che inducono gli elettori all’astensione.

E chiaramente l’oggetto della recriminazione è proprio la Bellanova, la quale viene accusata di abusare del suo ruolo attraverso dichiarazioni pubbliche. La viceministro, si legge “si esprime non già come ‘privata cittadina’ o semplice iscritta al partito, bensì con l’attribuzione, espressamente citata nello stesso pezzo giornalistico, di parlamentare e viceministro dello Sviluppo economico, peraltro con delega all’energia”.

Peraltro esistono vari precedenti a casi di esposti simili a questo riguardante il referendum trivelle. Uno dei più celebri potrebbe piacere poco ai membri del Movimento, in quanto si trattava della consultazione sulla procreazione assistita del 2005. La denuncia era stata firmata da Casini e Pera, al momento garanti di Camera e Senato, e dal cardinale Ruini.