Il mancato raggiungimento del quorum al referendum anti-trivelle non intende scoraggiare il comitato per il Sì. Le associazioni intendono portare avanti la battaglia per l’abolizione della norma del Governo Renzi che estende fino all’esaurimento dei giacimenti le concessioni entro le 12 miglia dalla costa.

Una norma che si riferisce solo alle concessioni attualmente in vigore. Con questa motivazione il comitato per il Sì mira a stoppare le operazioni di cinque attività estrattive già scadute, presentando un ricorso al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Comitato per il Sì è inoltre intenzionato a dare battaglia all’esecutivo anche sul fronte europeo. La discussa norma infatti violerebbe la Direttiva 94/22/CE recepita dall’Italia con il D.Lgsl. 625/96, che stabilisce una durata limitata nel tempo e nello spazio per le concessioni.

Di Salvatore: referendum ha evitato concessioni selvagge

Il costituzionalista Enzo Di Salvatore considera il mancato raggiungimento del quorum come un singolo scontro perso, all’interno di una battaglia più estesa contro la strategia energetica del Governo che sta dando ottimi risultati:

Siamo riusciti a fare diventare nazionalpopolare un tema di politica energetica nazionale. Prima se ne discuteva solo nelle aule universitarie. Il percorso referendario è stato un successo. Senza il referendum avremmo ancora la politica energetica del governo Monti del 2013, recepita dallo Sblocca Italia, avremmo 27 procedimenti per concessioni entro le 12 miglia, ci sarebbe il pozzo di Ombrina Mare davanti all’Abruzzo. Invece Shell e Petroceltic sono andate via.

Non è dello stesso avviso il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che parla di una sconfitta della demagogia e invita i promotori del referendum anti-trivelle a riconoscere di aver perso. Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti gioisce per i posti di lavoro salvati nell’industria petrolifera.

Opposta la reazione del Movimento 5 Stelle, che ringrazia gli elettori che sono andati a votare, proponendo di eliminare l’obbligo del quorum. Il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano si unisce al coro degli ambientalisti ricordando al Governo Renzi che ieri hanno votato più di quindici milioni di persone. L’80% si è espresso contro le trivellazioni nei mari italiani:

Gli elettori hanno dato un indirizzo chiaro sulle politiche energetiche e industriali e, soprattutto, hanno detto che il mare va rispettato. Chi governa deve sempre ascoltare quella voce che arriva dai cittadini e dalle cittadine. Non si deve trasformare questa pagina di democrazia in una contesa personale.

Referendum trivelle: ancora polemiche per invito dei renziani ad astensione

Da più parti arrivano critiche contro l’invito all’astensione da parte del Governo. Secondo Greenpeace senza il boicottaggio della consultazione referendaria, il silenzio dei media e grazie all’Election Day il quorum sarebbe stato raggiunto. Un’opinione condivisa da SEL:

Il fatto che oltre 15 milioni di persone si siano recate alle urne, nonostante una campagna di sabotaggio e disinformazione senza precedenti, è un risultato molto importante.

Anche Virginia Raggi candidata sindaco per il Movimento 5 Stelle a Roma usa toni duri contro la legittimazione dell’astensionismo operata dai renziani:

Renzi dovrebbe vergognarsi per avere incitato gli italiani ad astenersi da un referendum, questo è il ruolo che, secondo i nostri politici o politicanti, devono avere i cittadini.