Passa la riforma presidenziale voluta fortemente da Erdogan: il “sì” ha ricevuto ben 24 milioni e 325mila voti mentre i “no” si sono fermati a 23 milioni e 170mila. L’opposizione ha già denunciato brogli e la Turchia si trova spaccata a metà. Numeri alla mano, il “sì” vince con il 51,2% con un vantaggio di poco più di un milione di voti rispetto al “no”. L’opposizione ha annunciato che vorrà contestare almeno il 37% delle schede dopo che il Consiglio elettorale supremo ha autorizzato, per la prima volta, il conteggio tra i voti validi anche delle schede non timbrate.

Turchia, opposizione denuncia brogli

“I nostri dati indicano una manipolazione tra il 3% e il 4%, da stamani infatti abbiamo individuato 2,5 milioni di voti problematici” ha dichiarato il vice-leader dei kemalisti del Chp, Erdal Aksunger. Ad Instabul e nella capitale Ankara vince il “no” con il 51% mentre a Smirne sfiora addiritura il 70%. Alta l’affluenza al voto che vola all’84% mentre all’estero si attesta al 45% (dove il “sì” ha sfiorato il 60% dei voti). Gli unici ad essere contenti del risultato elettorale sono i sostenitori di Erdogan che sono già scesi in strada sparando persino fuochi d’artificio. “Questa è una nuova pagina della storia della nostra democrazia, il risultato verrà usato per garantire la pace e la stabilità della Turchia” ha dichiarato il premier Yildirim. “D’ora in poi c’è una nuova Turchia” ha aggiunto il Ministro degli Esteri Cavusoglu.