Com’era del tutto ovvio e, probabilmente, anche predisposto, i referendum tenuti domenica 11 maggio in tre regioni dell’Ucraina per staccarsi da Kiev hanno visto stravincere i separatisti. Quindi anche gli oblast di Donetsk, Lugansk e Donbass, dopo la Crimea, si avviano ad essere inglobati più o meno formalmente nella Russia. Con affluenze superiori al 70%, nel Donetsk i sì alla secessione hanno ottenuto l’89% dei consensi (foto by InfoPhoto).

La legittimità di questi referendum è totalmente contestata dal governo di Kiev e da tutto l’occidente. L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno già annunciato che non riconosceranno il risultato di questi referendum. Gli americani accusano inoltre la Russia di non aver voluto esercitare pressioni per impedire questi referendum. E perché mai avrebbe dovuto farlo?

Che questo voto sia vicino ad una farsa lo dimostrano, oltre alle premesse politiche, le notizie, di fonte filoucraina, su un gruppo di ribelli filorussi fermato nel Donetsk con oltre centomila schede già compilate. Oltre alle schede contraffatte sarebbero state sequestrate anche armi e munizioni.