Il governo egiziano continua a sostenere di non essere coinvolto nell’omicidio di Giulio Regeni. Mentre le richieste di far chiarezza si stanno sollevando da tutte le parti del mondo, l’Egitto prosegue nel negare le sue responsabilità e questa volta lo fa direttamente per bocca del presidente, il generale Abdel Fattah al-Sisi.

Nel corso di un incontro nel Parlamento dell’Egitto con vari rappresentanti di sindacati e organizzazioni non governative, oltre che con i politici, al-Sisi ha dichiarato: “Giulio Regeni è stato ucciso da gente malvagia, non dai servizi di sicurezza egiziani”.

Al-Sisi punta invece il dito contro i giornalisti e i media in generale: “Dall’inizio della vicenda alcuni di noi hanno accusato gli apparati di sicurezza attraverso i social network e molti di noi hanno preso per buone queste notizie. Chi fa il giornalista deve avere fonti, deve fare ricerche”.

Il presidente dell’Egitto riguardo all’omicidio, ancora oggi pieno di ombre, di Regeni ha quindi aggiunto: “Noi egiziani abbiamo creato un problema con l’assassinio”. Un problema che secondo lui sarebbe stato provocato dalla pubblicazione sui media egiziani di quelle che chiama “menzogne”.

Oltre ad aver rinnovato le sue condoglianze nei confronti della famiglia Regeni, al-Sisi si è concentrato soprattutto ad attaccare i mezzi d’informazione: “Dobbiamo stare attenti a menzogne e accuse trasmesse e pubblicate, da parte di persone attorno ai noi, noi egiziani. L’abbiamo fatto a noi stessi. Siamo noi che abbiamo creato questo problema per l’Egitto. Siamo noi che abbiamo creato il problema per l’Egitto dell’uccisione del giovane italiano”.

Al-Sisi ha quindi tenuto a ribadire che secondo lui l’Egitto “ha agito in totale trasparenza” e che “i rapporti con l’Italia sono unici. Voglio dire che stiamo affrontando questo problema nel modo più trasparente. Voglio ricordare che il procuratore generale sta seguendo di persona le indagini, questo significa che il caso è in cima all’agenda dell’autorità giudiziaria. Gli inquirenti italiani siano con noi e partecipino a tutti gli sforzi che si fanno”.