Nuove ombre sul caso dell’omicidio di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto in Egitto. Si fanno sempre più complesse le indagini che gli investigatori italiani stanno cercando di effettuare nel tentativo di riuscire a fare chiarezza sulle cause del suo decesso.

L’ultima complicazione riguarda le immagini della stazione della metropolitana in cui Regeni era sceso in quel 25 gennaio scorso, l’ultimo giorno in cui si hanno avuto sue notizie prima della sua ancor oggi misteriosa scomparsa.

I video di sorveglianza della stazione della metropolitana infatti ormai si sono autocancellate e non c’è più alcuna possibilità di recuperarle. Un vero peccato, perché potevano contribuire a fornire qualche maggiore indizio su cui investigare riguardante il giorno della scomparsa di Giulio Regeni.

Anche in questo caso, la causa dell’impedimento nel procedere è dovuto alle autorità egiziane, che hanno tardato parecchio nelle operazioni di recupero delle immagini. Gli investigatori italiani avevano sollecitato l’acquisizione dei video della metropolitana dallo scorso 5 febbraio. Le immagini però non sono più state trovate già dal 13 febbraio, autocancellate e ormai sovrimpresse con altre scene più recenti. A confermare questa notizia è stato adesso Hassam Nassar, il procuratore di Giza.

Le brutte notizie per gli investigatori italiani non sono però finite qui, visto che non sono riusciti ad avere dalle autorità egiziane nemmeno il traffico telefonico delle celle intorno all’abitazione di Giulio Regeni, oltre a quelle nei pressi del posto in cui è stato trovato il suo corpo ormai senza vita e martoriato dai segni delle torture.

Le registrazioni sarebbero potute essere utili per sapere qualcosa di più riguardo ai giorni che hanno preceduto la scomparsa di Regeni, ma la documentazione offerta dalle autorità egiziane presenta parecchie lacune e gli unici tabulati telefonici consegnati al pm Sergio Colaiocco riguardano il 25 febbraio, ma non il periodo precedente.

Il procuratore di Giza Hassam Nassar ha inoltre aggiunto che Giulio Regeni “non aveva rivalità personali”, al contrario di quanto affermato in precedenza dalle autorità locali.