Nel caso di Giulio Regeni è spuntata una nuova testimonianza che potrebbe portare a una svolta nelle indagini. Nel giorno in cui nella città del giovane ucciso in circostanze misteriose in Egitto vengono celebrati i suoi funerali, l’inchiesta procede in cerca di risposte.

Un supertestimone in Egitto ha parlato insieme al team di investigatori italiani che stanno cercando di far luce su quanto accaduto al ricercatore assassinato al Cairo. Questa persona avrebbe visto prelevare Regeni a una fermata della metropolitana da quelli che “avevano tutta l’aria di essere poliziotti in borghese”.

Questa testimonianza, se confermata, potrebbe quindi smentire la versione fornita dal governo egiziano, che escludeva una sua qualche responsabilità nel caso della morte di Giulio Regeni. Regge inoltre sempre meno l’ipotesi dell’incidente stradale avanzata in un primo tempo da Khaled Shalaby, per altro un poliziotto che è stato condannato nel 2003 per aver portato alla morte di una persona, dopo avergli inflitto delle torture in un interrogatorio.

Tra le piste seguite dagli investigatori italiani, prende invece sempre più piede la possibilità che Regeni possa essere stato ucciso per via di un articolo pubblicato, sebbene dietro uno pseudonimo, sul blog di Nena News lo scorso 14 gennaio.

Un articolo che parlava dell’assemblea sindacale tenuta l’11 dicembre 2015 al Cairo in cui fu l’unico cittadino occidentale a partecipare. Negli ambienti giudiziari della Procura di Roma spiegano che: “Giulio Regeni faceva vita riservata e tranquilla, non svolgeva attività illecite, perchè era tutto preso dalla sua attività di ricercatore interessato alle tematiche socio-economiche dell’Egitto. L’articolo scritto su quel blog, in cui si criticava la circolare del governo egiziano che andava a regolamentare in modo più restrittivo l’azione dei sindacati, potrebbe aver dato certamente fastidio a qualcuno”.

Intanto oggi si terranno i funerali di Giulio Regeni. Prima della cerimonia, che inizierà alle due del pomeriggio, i genitori del ricercatore, insieme alla sorella Irene e a una cinquantina tra amici e parenti più stretti, hanno intanto accolto l’arrivo della sua salma. “È stato solo un saluto” ha detto Bruno Lasca, assessore comunale e amico della famiglia Regeni.