Il caso Giulio Regeni continua a essere ben lontano da una risoluzione. Sulla vita del giovane ricercatore friulano ucciso in Egitto in circostanze che sono ancora tutte da chiarire è però ora emerso un particolare che potrebbe portare a una nuova pista nelle indagini che vedono coinvolti 6 investigatori italiani, insieme alle autorità egiziane.

Secondo quanto è venuto fuori dalle investigazioni sulla sua vita, Giulio Regeni ha lavorato in un’azienda di intelligence mentre si trovava nel Regno Unito. La sua collaborazione con l’agenzia di nome Oxford Analytica, e fondata da un ex funzionario statunitense che è stato implicato nel caso Watergate, David Young, è durata un anno, dal settembre 2013 al settembre 2014.

Giulio Regeni ha collaborato alla realizzazione del Daily Brief, ovvero una serie di articoli che venivano pubblicati quotidianamente per i clienti dell’agenzia.

Oxford Analytica è una compagnia che si occupa dell’analisi delle tendenze politiche ed economiche mondiali. Offre i suoi servizi di consulenza ad agenzie, così come a enti privati e anche a cinquanta governi internazionali. Oltre che Oxford, l’azienda ha sedi anche a Parigi, Washington e New York e ha circa 1.400 impiegati e collaboratori.

A parlare dell’esperienza di Giulio Regeni presso l’agenzia Oxford Analytica è stato un suo ex collega. Ram Mashru ha speso parole molto positive nei suoi confronti: “Giulio era un collega fantastico, socievole, divertente. Ci manca molto”.

A proposito di Regeni, il suo ex collega ha quindi aggiunto: “Era estremamente cauto nel condurre il suo lavoro. Certo, c’è sempre la possibilità che abbia attirato l’attenzione di qualche gruppo pericoloso, ma da quanto sappiamo Giulio non si comportava in maniera avventata o negligente”.

Di Regeni ha parlato anche Glen Rangwale, un professore di Cambridge con cui il ricercatore italiano avrebbe dovuto fare una collaborazione per un corso, di rientro dall’Egitto. Cosa che purtroppo non potrà mai fare. Rangwale ha negato la possibilità che all’interno dell’Università di Cambridge ci possa essere stato qualcuno che ha diffuso i report di Giulio Regeni: “Per nessun motivo al mondo gli accademici di Cambridge diffondono le ricerche degli studenti ai servizi segreti”.