Una violazione è stata riscontrata nell’account e-mail di Giulio Regeni. Secondo nuove indiscrezioni è stato effettuato un accesso all’indirizzo di posta elettronica del ricercatore italiano e sarebbe stato compiuto da un dispositivo mobile situato in Egitto.

La notizia getta nuovi ulteriori interrogativi su un mistero che sembra senza fine, quello della morte di Giulio Regeni, su cui il governo egiziano continua a non fornire chiarimenti. Una situazione diventata sempre più pesante, al punto che in molti attraverso una petizione online, “Verità per Giulio Regeni – Stop alla cooperazione militare dell’Italia con l’Egitto”, chiedono al governo italiano di attuare dei provvedimenti immediati nei confronti dell’Egitto, a partire dall’interruzione della collaborazione a livello militare.

Gli inquirenti italiani si augurano di sapere di più riguardo a questa violazione nella mail di Regeni e sperano di fare maggiore chiarezza nelle prossime ore. Hanno infatti inviato una richiesta a Google al fine di poter ottenere l’identificazione dell’indirizzo Ip del dispositivo mobile, che potrebbe essere un iPad o magari lo stesso telefono del ricercatore di cui si sono perse le tracce dallo scorso 25 gennaio.

Secondo quanto dichiarato dagli egiziani, loro non sono mai riusciti ad accedere al profilo Google di Giulio Regeni e a questo punto ci si domanda chi possa essere riuscito ad entrarvi.

Intanto, sempre riguardo a questioni informatiche, va segnalata una clamorosa gaffe compiuta dal governo egiziano. Il ministero degli Interni dell’Egitto ha infatti diffuso per sbaglio una mail di comunicazione interna in cui si parlava di “un obbligo di non pubblicazione da parte del procuratore generale egiziano sulle indagini nel caso del dottorando Giulio Regeni”.

Non è finita qui. Attraverso un altro documento del governo egiziano diffuso sempre per una disattenzione, il ministero confessa che c’è un piano politico in atto contro i media, cosa che l’arresto di due giornalisti domenica scorsa non fa altro che confermare, mentre intanto i quotidiani dell’Egitto nelle loro edizioni online ieri scrivevano: “Il ministero degli Interni è allo sbando”.