È facile interpretare le parole di Angelino Alfano sulle indagini relative alla morte di Giulio Regeni come una risposta alle polemiche seguite dopo la scelta di riaprire il canale diplomatico con l’Egitto, Paese su cui pendono numerosi sospetti e dubbi, in questo frangente.

Secondo il ministro degli Esteri, infatti, “l’Egitto è partner ineludibile dell’Italia esattamente come l’Italia è partner ineludibile dell’Egitto”: una frase pronunciata durante l’informativa alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, durante la quale ha aggiunto che “è impossibile per Paesi dirimpettai non avere interlocuzione politico-diplomatica di alto livello“.

Alfano respinge le accuse di chi ha voluto vedere nel gesto dell’Italia un modo per calmare le acque e ritornare allo status quo precedente al terribile delitto del giovane ricercatore. La morte di Regeni, ha detto Alfano, “è una grave ferita per le nostre coscienze, per tutti noi e per un intero paese”: l’obiettivo del governo non è quello di fare sconti di alcun tipo all’Egitto, ma di “giungere alla verità vera, e non di comodo, che identifichi i responsabili”.

Il ritorno dell’ambasciatore Giampaolo Cantini al Cairo era stato annunciato dallo stesso ministro in base agli “sviluppi registrati nel settore della cooperazione tra gli organi inquirenti di Italia ed Egitto sull’omicidio di Giulio Regeni”. Oggi è stato precisato che l’ambasciatore italiano riprenderà il suo lavoro il 14 settembre, proprio quando anche il suo corrispettivo egiziano arriverà a Roma.

Una soluzione quasi obbligata, dato che “sono tanti gli ambiti di partenariato tra Italia e Egitto che sarebbe controproducente comprimerli o eliminarli: il governo, nel corso di questi 18 mesi, ha valutato i vari aspetti del rapporto bilaterale”, precisando che durante questi mesi è stato confermato il dialogo continuo con i genitori del ricercatore ucciso al Cairo.

Immancabili le polemiche dell’opposizione. Particolarmente critico il Movimento 5 Stelle: secondo Alessandro Di Battistaquesta commissione doveva essere convocata prima della decisione dell’invio dell’ambasciatore”, mentre quello di Alfano sarebbe stato “il discorso più ipocrita che io abbia sentito da quando sono parlamentare della Repubblica”.