Il caso Regeni rischia di compromettere i rapporti diplomatici tra Egitto e Italia, e non solo quelli. Il nostro paese sta infatti valutando di prendere delle serie sanzioni nel caso, come ora, si continui a non fare luce su quanto davvero accaduto al ricercatore italiano assassinato in circostanze molto misteriose e ancora da chiarire.

Dalla scomparsa di Giulio Regeni, gli affari tra l’Italia e l’Egitto sono stati messi momentaneamente in pausa, anche quelli di cui si era discusso proprio il giorno in cui il corpo del nostro ricercatore venne ritrovato.

La famiglia Regeni ha richiesto inoltre che vengano sospesi anche gli accordi commerciali già presi tra i due paesi, in attesa che il governo egiziano fornisca una versione credibile di quanto successo. A confermare questa posizione è Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera, che ha dichiarato: “A questo punto non possiamo permettere più errori: l’Egitto deve chiedere scusa. Non c’è accordo commerciale che tenga davanti a una situazione del genere”.

L’Italia sta valutando anche la chiamata “per consultazioni” dell’ambasciatore italiano in Egitto, come fatto con quello in India nel dicembre del 2014 per via della vicenda dei due marò. Dalla Farnesina fanno però sapere di avere qualche dubbio su questa scelta: “Non sappiamo quanto possa rivelarsi una mossa efficace: in questo momento, proprio per controllare che le indagini vengano fatte come si devono, è necessario la nostra presenza al Cairo”.

In attesa di chiarimenti sul caso Regeni, l’Italia potrebbe inoltre decidere di inserire l’Egitto nella black list dei paesi a rischio, segnalando che nel paese “non sono garantite tutte le condizioni di sicurezza per i viaggiatori”. Una scelta che potrebbe portare a pesanti ripercussioni sul turismo egiziano, considerando che mete come Sharm el Sheik, Marsa Alam e Hurgada sono sempre state molto gettonate e, dopo l’omicidio di Giulio Regeni, il numero di presenze di turisti italiani è già calato notevolmente.