Non solo Roma. È scoppiato un nuovo scandalo affittopoli e questa volta riguarda la Reggia di Caserta. A essere finiti al centro delle indagini da parte della guardia di finanza sono i responsabili della Soprintendenza e dell’Agenzia del Demanio, con i dipendenti e parenti che non pagavano nemmeno lʼacqua.

L’ex soprintendente pro-tempore della Soprintendenza di Caserta e tre dirigenti pro-tempore dell’Agenzia del Demanio sono indagati dalla guardia di finanza di Caserta. Stando alle accuse mosse nei loro confronti, avrebbero concesso in affitto case e appartamenti sia a dipendenti della Soprintendenza che ai loro familiari a cifre davvero ridicole comprese tra i 3,51 euro fino a un massimo di 145,08 euro. Somme che, come si può facilmente intuire, sono di gran lunga inferiori a quello che sarebbe il loro reale valore di mercato.

La guardia di finanza di Caserta è attualmente impegnata a notificare le richieste di risarcimento che ammonterebbero a un valore di oltre 1,1 milioni di euro. I quattro imputati saranno chiamati a rispondere di danno procurato alle casse del ministero dei Beni culturali, attraverso l’occupazione abusiva di 15 alloggi che si trovano all’interno del complesso della prestigiosa Reggia di Caserta. Al di là degli affitti concessi a cifre irrisorie, le persone cui erano concessi questi affitti bassissimi avevano inoltre la possibilità di utilizzare i parcheggi a disposizione della Reggia, oltre all’accesso in tutta l’esclusiva area.

Le indagini sono state svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta. Da quanto è emerso, sembra inoltre che gli occupanti degli appartamenti della Reggia di Caserta non pagassero neppure l’acqua. Secondo quanto certificato dalle Fiamme Gialle, infatti, i consumi idrici delle case che fanno parte dell’inchiesta sarebbero stati del tutto a carico della Soprintendenza.