Sono 15 gli arresti eseguiti questa mattina a Reggio Calabria, dove la squadra mobile e i carabinieri guidati dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho hanno messo fine a una serie di aggressioni ai danni di alcuni locali della movida del luogo.

I presunti responsabili dei raid sono accusati di associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, tentata estorsione, intestazione fittizia di beni e maltrattamento di animali, con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli episodi finiti nel mirino degli inquirenti sono una scia di aggressioni, risse e intimidazioni portate avanti dai rampolli di clan storici della ‘ndrangheta quali i Condello, gli Stillitano e i Tegano, facenti parte della periferia nord di Reggio Calabria ma in espansione verso il centro città.

Di solito i gruppi erano soliti presentarsi in un locale e scatenavano risse di grandi dimensioni prendendo a pretesto banali incidenti, distruggendo tutto il mobilio e picchiando avventori, gestori e dipendenti.

Tra gli episodi più gravi la violenza ai danni di un 28enne, che tra il 28 e il 29 agosto dell’anno scorso venne gambizzato mentre faceva colazione in un bar, dopo essere stato in un lido di via Marina, dove per l’appunto si era scatenata una rissa.

Secondo le indagini degli inquirenti l’obiettivo dei clan consisteva nell’arrivare a far circolare il proprio carico di stupefacenti – sopratutto eroina – all’interno delle strutture. È poi stato scoperchiato anche un giro di corse clandestine di cavalli che venivano fatti gareggiare per le strade cittadine, durante le prime ore del giorno.