A Reggio Calabria sono scattati gli arresti per sette persone. Secondo l’accusa della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) i vari imprenditori, commercialisti e avvocati coinvolti nell’indagine sarebbero responsabili di aver creato una vera e propria rete criminale per controllare e condizionare l’economia locale in maniera illecita.

Tra le sette persone finite in manette c’è anche un ex deputato del Psdi, Paolo Romeo. Le altre persone arrestate sono invece gli imprenditori Domenico Marcianò, Natale Saraceno, Emilio Frascati, Antonio Idone e Giuseppe Chirico, oltre all’avvocato Antonio Marra.

La mente di questa rete criminale che agiva a Reggio Calabria sarebbe, secondo gli inquirenti della Dda, Paolo Romano, avvocato nonché ex deputato.

Nei confronti delle sette persone fermate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria le accuse sono quelle di estorsione, associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni; tutti reati che sono inoltre aggravati dalle accuse di modalità mafiose.

Oltre ai sette uomini arrestati, nell’indagine sull’economia di Reggio Calabria ci sono anche diversi altri indagati. Tra di loro, nel registro figurano i nomi dell’ex presidente della Reggina Pino Benedetto, del consigliere provinciale Demetrio Cara, del presidente della provincia Giuseppe Raffa, del cancelliere capo della Corte d’Appello Aldo Inuso, dell’ex magistrato Giuseppe Tuccio, dell’avvocato Rocco Zoccali, più Amedeo Canale, Antonino Idone, Andrea Scordo, Saverio Genovese Zerbi, Domenico Pietropaolo, Gaetano Tortorella, Michele Serra, Domenico Arcò, Giovanni Pontari e Giuseppe Strangio. Sono inoltre finite a sequestro 12 società che sarebbero coinvolte nelle indagini.