Fratello, sorella, cognato e nipote: sono i componenti della famiglia Scarfone finiti in manette grazie all’intervento dei carabinieri di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, a seguito dell’omicidio del fratello minore.

I quattro avrebbero organizzato un vero e proprio consiglio di famiglia per determinare la morte di Antonio Scarfone, avvenuta lo scorso 14 agosto, e spartirsi così tra loro l’eredità materna.

Questa mattina sono stati arrestati Vittoria Scarfone e Vincenzo Timpani, rispettivamente sorella e cognato della vittima, accusati di concorso in omicidio aggravato da premeditazione: i due si uniscono dunque al figlio Luigi Timpani e ad Angelo Scarfone, fratello, gli esecutori materiali dell’agguato.

Scarfone venne ucciso con due colpi di revolver nella notte del 14 agosti, a pochi passi della casa materna: decisiva la testimonianza della moglie della vittima, Soumia Lachhab, per fare luce sulla vicenda.

A determinare la tragedia le frequenti liti familiari sulla divisione di pensione e immobili della madre Carmela Fazzari: Antonio veniva accusato di aver sfruttato indebitamente la genitrice, occupandole casa senza preoccuparsi della sua precaria salute.

Il giorno stesso dell’omicidio la vittima era stata minacciata di morte, tanto da costringere inutilmente Antonio Scarfone a dileguarsi per l’intera giornata e ricomparire a casa solo durante la notte. Purtroppo per lui i due congiunti erano appostati nelle vicinanze, freddandolo.