Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Movimento difesa del cittadino sulla data delle elezioni regionali. Il Tribunale ha reso noto il 12 novembre che Renata Polverini, presidente dimissionario della Regione Lazio, dovrà indire le elezioni (cioè comunicarne ufficialmente lo svolgimento) entro 5 giorni. Si tratta infatti dell’ultimo giorno utile per far votare i cittadini entro 90 giorni da quando il Consiglio regionale è stato sciolto (28 settembre), come stabilisce la legge. Se questo termine non verrà rispettato, il ministero dell’Interno nominerà un commissario. La Regione ha fatto sapere che ricorrerà al Consiglio di Stato.

L’amministrazione di centrodestra della Regione Lazio è crollata lo scorso settembre sull’onda degli scandali provocati dalle spese senza controllo da parte degli organi amministrativi (Giunta e Consiglio), culminati con l’arresto dell’ex capogruppo e tesoriere del Pdl laziale Franco Fiorito, accusato di peculato per aver sottratto fondi del partito, stanziati dalla Regione, per spese proprie. La Polverini si è poi dimessa, facendo quindi cadere il Consiglio. Ma questo non è sciolto, quindi i consiglieri e gli assessori continuano a prendere stipendi e rimborsi. Le polemiche sono proseguite perché Renata Polverini mira a posporre i tempi del voto per arrivare ad una data unica per Lazio, Lombardia e Molise, adducendo la necessità di risparmiare sui costi per i procedimenti elettorali.

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