Continua a mietere vittime la truffa cosiddetta “ivoriana” che punta ad adescare uomini sul web, registrarli a loro insaputa in video hard e ricattarli chiedendo somme esorbitanti. Questa volta un quarantenne di Belluno è uscito allo scoperto, denunciando la vicenda alla questura non sapendo come comportarsi di fronte ad un’estorsione del genere.

Così come era successo già in altri casi, l’uomo è stato adescato attraverso profili Facebook di presunte ragazze che, dopo lo scambio di confidenze e immagini maliziose, richiedono puntualmente il contatto Skype della vittima con la promessa di divertirsi in chat. Da qual momento in poi parte una registrazione di pochi secondi di una ragazza provocante che, subito dopo, convince tramite chat l’uomo a mostrarsi in webcam in esibizioni sessuali o equivoche. Il problema è che quelle immagini vengono immediatamente registrate dai truffatori che, in un secondo momento, hanno il materiale per ricattare lo sfortunato. L’estorsione dell’uomo bellunese riguardava, ad esempio, il pagamento di 3500 euro altrimenti i suoi video osè sarebbero stati inviati ai suoi amici su Facebook. La truffa, in verità, è gestita da una vera e propria organizzazione di cyber-criminali soprattutto del Nord-Africa e il consiglio dato dagli agenti è quello di non pagare assolutamente la somma richiesta, andando invece a sporgere denuncia alla polizia postale. Anche Silvia Silvestris, commissario capo della polizia di stato di Belluno, ha voluto sottolineare la gravità di un’operazione alquanto difficile da fermare:

“Si tratta di un fenomeno criminale che non conosce confini ed è in costante aumento. Il pagamento non garantisce che il video compromettente venga effettivamente distrutto. Il consiglio è di non dare seguito a questo rapporto on-line e di interrompere la comunicazione”.