Può fare differenza un furto per chi è stato condannato a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione? Potrebbe. Infatti Renato Vallanzasca, che negli anni settanta riempiva le cronache criminali di Milano, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, è in regime di semilibertà.

Durante uno dei tanti permessi, nella serata del 13 giugno è stato sorpreso in un supermercato milanese da un addetto all’antitaccheggio. Secondo quanto si apprende, Vallanzasca stava per allontanarsi dal negozio con delle merci non pagate. E’ stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di furto aggravato. Ora il bandito verrà sottoposto ad un processo per direttissima. Il giudice potrebbe decidere di revocargli la semilibertà. L’articolo 51 dell’ordinamento penitenziario stabilisce che “Il provvedimento di semilibertà può essere in ogni tempo revocato quando il soggetto non si appalesi idoneo al trattamento“.

A carico di Vallanzasca ci sono sette omicidi, tre sequestri e non meno di 70 rapine. Fu arrestato per la prima volta nel 1972 (foto in alto). Ha commesso due evasioni e ne ha tentate altre cinque. La legge gli consente di ottenere la semilibertà, perché ha scontato almeno 20 anni. Per due volte ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica. Sia Ciampi che Napolitano gliel’hanno rifiutata.