Un grande traguardo per gli esperti del Policlinico di Milano che sono riusciti in un intervento rarissimo in Italia tanto che, negli ultimi quindici anni, è stato eseguito solo in cinque casi. Ad essere sottoposto all’operazione è stato un bambino dell’Emilia Romagna di soli tre anni affetto da displasia renale bilaterale, una malattia cronica dei reni che già dopo un anno di vita lo aveva costretto alla dialisi.

Giovanni Montini, direttore della Nefrologia Pediatrica del Policlinico, ha seguito fin dall’inizio il caso che prevedeva un trapianto di rene che risultava, però, molto problematico in quanto  la lista d’attesa per un trapianto da cadavere è lunga perchè la disponibilità di donatori deceduti di età pediatrica è molto scarsa. L’unico donatore vivente e disponibile era la madre del piccolo ma il rene della donna risultava ovviamente troppo grande per il piccolo addome del piccolo. A sottolineare questo fattore è stato proprio Claudio Beretta, che guida l’Unità operativa di Trapianto di rene:

“Fino a poco tempo fa la scelta era di non eseguire trapianti da vivente da un genitore al figlio piccolo, perchè la discrepanza di dimensioni poteva portare ad un elevato rischio di insuccesso“.

Per ovviare a questo problema gli esperti del Policlinico hanno, così, modificato la tecnica di intervento, adattando il rene della donna a dimensioni compatibili per il figlio. L’operazione delicatissima è stata eseguita lo scorso 13 gennaio e, grazie alla professionalità dei medici, tutto è andato per il meglio così come ha spiegato lo stesso Beretta:

Il rene trapiantato sta funzionando regolarmente e non si sono presentati segni di rigetto. Il bimbo dovrà continuare la terapia immunosoppressiva per tutta la vita, e fare qualche attenzione in più al rischio di eventuali infezioni. Ma di fatto lo aspetta una vita praticamente normale, quasi come quella di tutti gli altri “.