Si terrà oggi il vertice europeo che discuterà sul piano da approvare in merito all’emergenza immigrazione, che dopo i casi dei naufragi del canale di Sicilia e di Rodi, costati le vite di più di 800 migranti, diventa sempre più pressante.

Un meeting, quello del Consiglio Europeo, che è stato esplicitamente richiesto dal premier italiano Matteo Renzi, e per il quale sono già stati stilati i punti di un programma da parte dei Ministri dell’Interno e degli Esteri dei membri dell’UE.

Sul New York Times è da poco uscito un editoriale firmato proprio dal Presidente del Consiglio, che ripercorre quelle che sono le posizioni italiane riguardo a una situazione che, nelle sue parole, ha trasformato il Mediterraneo “il letto di morte di migliaia di uomini, donne e bambini disperati e senza nome”.

Ricordando con orgoglio il ruolo centrale dell’Italia nel campo della gestione del salvataggio e dell’accoglienza di innumerevoli immigranti, Renzi ha puntato il dito contro la politica inadeguata dell’Unione Europea, che di fatto ha delegato tutto al Paese da lui gestito: “Siamo tutti parzialmente responsabili per questa emergenza del traffico di migranti, anche se da lungo tempo ho dato voce alle mie preoccupazioni, consapevole del rischio di questo bagno di sangue di cui siamo testimoni. La reazione della comunità è stata insufficiente”.

Renzi si dilunga sui dati economici della gestione dell’operazione Triton: “L’Unione Europea spende circa 40 milioni di euro l’anno – su un budget di circa 145 miliardi – per l’operazione Triton che si occupa di pattugliare via cielo e via mare il Mediterraneo. Si tratta di cifre inadeguate: l’Unione Europea deve iniziare ad assegnare le giuste risorse.”

Un’operazione come Triton, fa notare il premier, non può essere appannaggio di un’unica nazione, ma deve essere presa in gestione dall’intera comunità europea. Poi Renzi passa a esporre i punti che verranno presentati al Consiglio Europeo, alcuni dei quali stanno già iniziando a far discutere.

La proposta più controversa riguarda la distruzione dei barconi dei trafficanti di migranti, equiparati agli schiavisti del passato, un’ipotesi presentata anche da Daniela Santanchè e sulla cui effettiva realizzazione la Presidente della Camera Laura Boldrini aveva espresso dubbi e perplessità.

A far rumoreggiare è anche un passo in cui si afferma che “non tutti i passeggeri dei barconi dei trafficanti sono famiglie innocenti”, cui segue la richiesta di uno sforzo contro il terrorismo in Nord Africa, “che crea terreno fertile per il traffico di essere umani e che interagisce pericolosamente con esso”.

Si profila sempre più necessario a questo scopo un serio programma di aiuti e di investimenti, sia politici che economici, rivolti ai Paesi africani e in particolar modo alla Libia, per impedire lo sviluppo delle condizioni stesse dell’intenso flusso migratorio cui stiamo assistendo in questi mesi.

Sulla stessa linea di pensiero anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “L’attuale situazione di disordine politico e sociale in Libia consente l’inserimento di formazioni terroristiche. L’Ue e la comunità internazionale si facciano carico della drammatica situazione esistente nel Paese nordafricano”.