La serata in onore dell’Italia che ha visto arrivare come ospite d’onore Matteo Renzi alla Casa Bianca ha definito non solo l’ultima cena di Stato di Barack Obama e first lady, ma anche un rinnovato accordo tra il premier italiano e l’asse democratico americano.

Il presidente in carica, che sostiene fermamente la candidatura di Hillary Clinton alle ormai incipienti elezioni, ha infatti mostrato un supporto esplicito e del tutto insperato nei confronti del suo collega italiano e delle questioni su cui si sta giocando gran parte della politica nostrana di questi tempi, ovvero il referendum costituzionale e le riforme del governo.

Il Sì al referendum aiuterà l’Italia, le riforme di Renzi sono quelle giuste. Caro Matteo, faccio il tifo per te e per il tuo successo. E ti dico che dovresti restare al timone comunque vada”: queste le parole di Barack Obama rivolte al suo “omologo”, in pratica un endorsement di altissimo livello, arrivato durante una serata di gala scintillante dal sapore rinascimentale.

D’altro canto anche il discorso di Obama, pronunciato a corollario del brindisi con il quale sono stati accolti Renzi e la moglie, è stato più che significativo: “Voglio proporre un brindisi all’alleanza duratura tra gli Stati Uniti e l`Italia, ai nostri amici Matteo e Agnese e alla amicizia tra gli americani e gli italiani alla ricerca di un mondo che possiamo costruire per le generazioni future. Possiamo essere sempre audaci e che la fortuna ci sorrida”.

E il premier italiano ha ribattuto con un paragone artistico, comparando Obama a un maestro pittorico rinascimentale in grado di dare il giusto esempio ai suoi apprendisti: “Penso, caro Barack, che il tuo sia stato il servizio di un maestro del Rinascimento perché hai lavorato per dare a noi un’opportunità e, nello spirito della bottega, provare a fare di meglio per le future generazioni”.

Insomma, uno scambio di cortesie che, da parte degli Stati Uniti è stato utile per garantirsi un alleato stabile nella lotta contro i populismi europei, scatenati dalla crisi economica e dalle ondate migratorie, e incidentalmente anche quelli americani, ovverosia la minaccia rappresentata da Donald Trump.

A presenziare alla serata anche un ricco parterre di ospiti italiano, americani e italoamericani: da Roberto Benigni con Nicoletta Braschi a Paolo Sorrentino, dall’atleta Bebe Vio (contestata vergognosamente sui social) all’ex pilota Mario Andretti, passando per l’attore John Turturro, Giorgio Armani, John Elkann, il rapper Frank Ocean e la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini.