Incomprensibile, inaccettabile e sbagliato”: così Matteo Renzi definisce la decisione presa dall’Unesco in merito alla risoluzione su Gerusalemme est che nega qualsiasi legame tra la religione ebraica e la parte della Città vecchia in cui è stato edificato il Muro del pianto, tra i luoghi più importanti per la fede ebraica.

La risoluzione era stata sostenuta dall’Autorita palestinese e presentata da un gruppo di Stati arabi quali Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan.

A fare infuriare Israele anche l’utilizzo dei nomi islamici per indicare il complesso della moschea di Al-Aqsa, concentrandosi sulla presenza della Spianata delle Moschee, luogo sacro musulmano, e negando che lo Stato di Israele, criticato per la sua gestione e per l’occupazione indebita, sia legato alla religione ebraica e al Monte del Tempio e al Muro del Pianto.

Il premier ha annunciato che la protesta dello Stato italiano verrà ufficializzata nelle prossime ore, e che sulla questione non ha intenzione di farsi da parte, anche a costo di danneggiare i rapporti con gli altri Paesi europei: “Una vicenda allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”.

L’Italia aveva manifestato la propria contrarietà mediante l’astensione durante il voto, una decisione criticata dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni: “È gravissimo che questo accada senza l’opposizione dell’Italia, la cui politica estera non può certo essere dettata dal caso, dalla superficialità o, peggio ancora, dall’opportunismo. Non ci meravigliamo allora se il domani porta con sé atti e fatti di odio e sangue. Tremila anni di storia, ebraica ma anche cristiana, cancellati con una decisione di chiaro stampo revisionistico e negazionistico. Questa risoluzione, che tratta in modo fuorviante anche l’identità di alcuni siti di Hevron e Betlemme, è un insulto all’intelligenza, alla decenza, alle battaglie che tante persone di buona volontà combattono ogni giorno per contrastare i professionisti dell’odio e della menzogna.”