Matteo Renzi ha commentato in maniera dura e impietosa i risultati delle elezioni comunali di domenica. Il presidente del Consiglio ha ammesso la sconfitta del Partito Democratico nei confronti del Movimento 5 Stelle, ma non ha comunque intenzione di cambiare i suoi piani in agenda. Per lui le dimissioni sono fuori discussione e l’appuntamento decisivo per quanto riguarda il suo governo resta quello del referendum di ottobre.

Renzi non si è fatto problemi a concedere l’onore delle armi agli avversari grillini. In nome della “onestà di dire che ho perso quando ho perso”, il premier ammette: “Il successo dei Cinque stelle è netto e indiscutibile, come è innegabile che questo voto abbia anche una valenza nazionale e non solo territoriale”.

Il motivo della vittoria dei Cinque stelle alle ultime comunali? Secondo Matteo Renzi: “Bisogna innovare, innovare, innovare. Perché dietro ai risultati di queste elezioni non ci sono la protesta, la rabbia, il populismo. C’è la voglia di cambiamento. Ha vinto chi ha saputo interpretare meglio l’ansia di cambiare”.

Nella sua analisi dei risultati elettorali, Renzi dichiara poi: “La gente preferisce il nuovo all’usato sicuro. E non solo con i candidati grillini. Pure noi a Varese e a Caserta, ma anche a Milano, siamo riusciti a vincere puntando su candidati innovativi”.

Matteo Renzi aggiunge quindi: “A me emozionano sempre le lasagne della nonna e continuano ad emozionarmi. Ad altri un po’ meno. Ma il punto chiaro è che dobbiamo come Pd riflettere per dare una lettura non banale al voto. Bisogna coniugare i valori della nostra comunità con la capacità di aprirsi al nuovo senza scadere nel nuovismo”.

Renzi esclude in ogni caso in maniera categorica l’ipotesi dimissioni: “Dimettermi? Non ci penso neppure. Cambiare l’Italicum? Non fatemi ridere”. Quanto al futuro del Pd, il presidente del Consiglio dice: “Se ho fatto bene o male? Ne discuteremo in modo vero, franco e sincero tra quattro giorni. Nessuno deve drammatizzare il voto dei ballottaggi, ma nessuno deve minimizzare. E poi la Direzione si farà il giorno di San Giovanni e a Firenze si dice: ‘San Giovanni non vuole inganni’. Sarà un giorno meraviglioso…”.