Continua a crescere la tensione lungo l’asse Pd-Forza Italia, la maggioranza non scritta in materia di riforme su cui il governo Renzi regge buona parte del suo peso. Dopo le dure critiche che un giorno fa Silvio Berlusconi aveva rivolto al disegno di legge costituzionale presentato dal governo circa la riforma del Senato (“assolutamente inaccettabile e indigeribile”) e la piccata replica del Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi (“abbiamo i numeri per fare a meno di FI”), ecco che anche il capogruppo forzista alla Camera, Renato Brunetta (foto by InfoPhoto), s’inserisce nella contesa, con quello che ha tutta l’aria di essere un ultimatum all’esecutivo:

La legge elettorale è ferma da tre settimane al Senato. Se il premier vuole mantenere la parola e gli impegni presi sull’Italicum, cioè di approvare la riforma elettorale prima di Pasqua, per noi si può andare avanti. Altrimenti il patto salta e Renzi dovrà trarne le conseguenze, magari anche con le sue dimissioni

La riforma elettorale è stata approvata alla Camera ormai quasi un mese fa, il 12 marzo, ed è approdata al Senato la settimana successiva, ma ancora non sono state prese decisioni sui modi e sui tempi della discussione. Il patto del Nazareno vacilla.