Matteo Renzi è tornato a parlare in maniera polemica dell’Unione Europea. Dopo le discussioni legate alle questioni economiche del nostro paese avute con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, adesso il presidente del Consiglio italiano va all’attacco sulla complicata questione dei migranti.

Renzi se l’è presa in particolare perché le decisioni sull’argomento all’interno dell’Ue continuano a essere rimandate. Intervenuto alla Camera dei Deputati, il premier italiano ha dichiarato con tono critico: “Il Consiglio europeo si riunisce per la terza volta in un mese, già questo è un segnale che qualcosa non va, innanzitutto nel metodo, prima che nel merito: il Consiglio europeo è abituato a prendere decisioni che devono essere eseguite e ciò non sta accadendo, nell’immigrazione ma anche in altri settori”.

Il nuovo Consiglio Europeo è previsto per il 17 e il 18 marzo. Prima di questo appuntamento, Matteo Renzi ha parlato alla Camera, anticipando che questo incontro “pone una grande questione che l’Italia ha evidenziato. Siamo fiduciosi, avendo ascoltato le risposte dei colleghi, che finalmente si potrà impostare un metodo diverso, ma prendiamo atto che l’ordine del giorno è sostanzialmente lo stesso degli ultimi, quello straordinario del 7 marzo e quello di febbraio e gli incontri svolti nelle settimane precedenti”.

Renzi ha quindi aggiunto: “Questi incontri dimostrano che le istituzioni europee hanno bisogno di nuova energia e di un deciso cambio di organizzazione dei propri lavori”. Per poi lanciare una frecciata all’Ue: “L’Europa va su Marte, ma si ferma a Idomeni e vede un bambino costretto a essere lavato dalla propria mamma con una bottiglia d’acqua perché quel bambino è stato partorito in un campo profughi”. Il premier ha fatto riferimento a Idomeni, piccolo comune al confine tra Macedonia e Grecia in cui sono bloccati migliaia di migranti.

Matteo Renzi ha inoltre tenuto a precisare che se “l’Europa va su Marte è anche grazie all’intelligenza e alla capacità degli uomini e delle donne del nostro Paese”.

Riguardo agli accordi con la Turchia, Renzi ha invece affermato che “non è questa la sede di recuperare il filo storico della relazione tra Ue e Turchia, errori sono stati commessi in passato da alcuni paesi, ma il negoziato è un punto diverso. È giusto fare l’accordo con la Turchia, ma ci sono principi che sono per noi fondamentali, a partire dai diritti umani e dalla libertà di stampa”.