Il paragone tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi andava parecchio forte l’anno scorso, ai tempi in cui i due erano coalizzati attraverso il patto del Nazareno. Nelle ultime settimane è ritornato però prepotentemente di moda e ad alimentarlo sono stati proprio i due diretti interessati.

Appena una manciata di giorni fa, Berlusconi accusava Renzi di aver copiato, e pure male, parte del suo passato programma elettorale. Ora è invece il turno dell’attuale presidente del Consiglio confrontarsi in maniera diretta con il predecessore, in particolare per quanto riguarda il tema tasse.

In una nuova intervista concessa ieri sera al programma di La7 Otto e mezzo, Matteo Renzi ha dichiarato: “La dico berlusconiamente: meno tasse per tutti. Lui ha fatto lo slogan e se ne è andato, noi lo facciamo davvero”.

Riguardo alla possibilità di far entrare nella sua maggioranza Denis Verdini, ex Forza Italia attualmente nel gruppo parlamentare Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Renzi ha replicato: “Denis Verdini in maggioranza? Ad oggi lo escludo assolutamente, da qui al 2018 osservo uno sfarinamento a destra che mi colpisce molto. Non so cosa accadrà perché negli ultimi due anni Berlusconi e i suoi hanno cambiato idea su tutto. Ma Verdini ha compiuto un gesto di coerenza sulle riforme”.

Riguardo alla legge di Stabilità, che dovrebbe approdare a breve in Parlamento con il suo testo definitivo, Matteo Renzi si è augurato: “Spero arrivi nelle prossime ore”. Intervenendo sul tema tasse, il premier ha poi affermato: “Sono dieci anni che parliamo solo di Ici, Imu, Tasi. Quest’ultima è la tassa più odiata. E non è mai stata tolta. È una misura di pancia? Sì. Ma non è elettorale. Nella legge di stabilità c’è una norma che impedisce ai sindaci aumentare le tasse”.

Riguardo alla polemica che è nata riguardo all’Imu sulle dimore di lusso, che non sarà tolta, Renzi ha precisato: “Non ho mai cambiato idea, c’è stata una incomprensione di fondo”.

Altro tema parecchio discusso delle ultime ore è quello dell’innalzamento del limite dei contanti a 3mila euro. In proposito Renzi ha dichiarato: “Per me non si cambia: su questo siamo pronti anche a mettere la fiducia. […] Il limite più alto è un vantaggio perché gli italiani devono poter avere la possibilità di spendere. Ci sono tanti soldi bloccati perché c’è preoccupazione che l’Italia sfavorisca i consumi. Il governo Prodi, che non era un governo fiancheggiatore dell’evasione, aveva il limite a 5mila euro”.