Sembra arrivato il giorno del riscatto per l’Italicum, la tanto discussa legge elettorale messa a punto dal governo guidato da Matteo Renzi. A tesserne le lodi è lo stesso presidente del Consiglio, all’indomani dei risultati elettorali spagnoli.

Il voto in Spagna è stato molto equilibrato e ha consegnato una vittoria soltanto parziale al partito del premier Mariano Rajoy, il Partido Popular, tallonato a stretta distanza dal Psoe e dalla rivelazione Podemos. A questo punto si prospetta un governo instabile, privo di una maggioranza assoluta forte.

Matteo Renzi ha voluto sottolineare come una situazione del genere in Italia, dopo l’Italicum, non sarebbe più possibile: “È la Spagna di oggi, ma sembra l’Italia di ieri. Di ieri, perché ora abbiamo cancellato ogni balletto post-elettorale. Sia benedetto l’Italicum, davvero: ci sarà un vincitore chiaro. E una maggioranza in grado di governare. Stabilità, buon senso, certezze. Punto”.

Renzi rivendica quindi l’importanza di aver realizzato una legge elettorale come l’Italicum: “Italicum che, lo ricordo, funziona così. Con la nuova legge elettorale, approvata su impulso del nostro governo a maggio 2015, ci sarà un vincitore chiaro”.

Matteo Renzi prosegue quindi nel commento al risultato elettorale in Spagna dichiarando che secondo lui è necessario “capire se l’Europa si renderà conto che una miope politica di rigore e austerità non ci porta da nessuna parte. Questo dirò nei prossimi mesi. Spero in compagnia più numerosa” per “una battaglia non contro l’Europa, ma per l’Europa”, in modo da difendere inoltre “l’interesse dell’Italia”.

Renzi è poi passato dall’Italicum a un’altra legge del suo governo molto contestata, quella di stabilità, non risparmiando una frecciata a Renato Brunetta: “Questa legge di stabilità è una legge di stabilità fatta di bonus. Sì, è vero. È piena di buone notizie questa legge di stabilità, altro che marchette come le ha definite con raffinata proprietà di linguaggio economica un quasi premio Nobel, che guida i resti di un gruppo parlamentare che una volta era molto numeroso. Ma c’è un disegno organico che ci guida: giù le tasse, difesa dei più deboli, semplificazione con le riforme, solidi e solidali”.