E’ un Matteo Renzi come al solito molto ottimista quello che si è presentato davanti ai giornalisti per la conferenza stampa di fine anno. Le parole chiave per il Presidente del Consiglio restano senso di cambiamento e urgenza, entrambe strettamente necessarie affinché l’Italia torni a giocare un ruolo di primo piano nel mondo.

La conferenza stampa di fine anno è stato dunque un modo per fare il punto della situazione e per lanciare le sfide da affrontare nel 2015: una su tutte quella del lavoro, con il Jobs Act, da pochi giorni reso esecutivo, che inizierà a mostrare i suoi effetti. A tal proposito Renzi ha specificato che è stato lui stesso a non volere che il Jobs Act si applicasse anche agli impiegati della pubblica amministrazione e che tale scelta dovrà essere, semmai, introdotta e applicata dal parlamento. un argomento che arriverà in Aula durante i mesi di febbraio e marzo.

Non poteva ovviamente mancare un messaggio diretto anche all’Unione Europea. Renzi ha dichiarato che il piano messo in campo da Juncker è un primo passo per far uscire l’Europa dalla stagnazione ma che da solo non potrà essere sufficiente. Stando a quanto ha dichiarato Renzi poi, mentre l’Europa resta appunto impantanata nella stagnazione, l’Italia avrebbe recuperato il gap, anche grazie ad un governo, il suo, che ha fatto più riforme e meno leggi.

Infine un accenno anche al Presidente della Repubblica, dato che le dimissioni di Giorgio Napolitano sono ormai imminenti – molti ipotizzano che potrebbero arrivare alla fine del semestre italiano, il prossimo 14 gennaio. Renzi ha detto di non temere questo momento: la legislatura attuale dovrebbe aver i numeri per eleggere il nuovo Capo di Stato, e per arrivare alla scadenza naturale del 2018.

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