La visita di ieri del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a L’Aquila è stata molto movimentata. Ad accogliere il leader del Partito Democratico sono state le proteste degli studenti aquilani, contrari all’ennesima passerella istituzionale, e dei comitati anti trivellazioni che accusano Renzi di aver aperto alla petrolizzazione del Mar Adriatico, dando il via libera a nuove perforazioni.

Renzi avrebbe dovuto fare tappa al palazzo Fibbioni, sede del Comune, ma gli studenti e i comitati anti trivellazioni hanno forzato i posti di blocco, lanciando uova e fumogeni. I poliziotti hanno respinto i manifestanti e si sono verificati dei tafferugli.

Per motivi di sicurezza e ordine pubblico Renzi ha dunque annullato la prima tappa della sua visita a L’Aquila, recandosi direttamente all’appuntamento successivo: il laboratorio di Fisica nucleare del Gran Sasso.

Il Presidente del Consiglio ha cercato di minimizzare sull’accaduto, scherzando sull’appartenenza dei manifestanti ai tifosi del Teramo, retrocesso in serie D. I comitati anti trivellazioni, dal loro canto, ribadiscono le motivazioni ben più gravi alla base della protesta di ieri. Come ha spiegato Augusto De Sanctis, del Forum H2o abruzzese:

È venuto un emissario del PD a chiederci se tre di noi volevano incontrare Matteo Renzi. Ma gli abbiamo detto: no grazie. Non facciamo selfie con un premier che venti giorni fa ha dato l’ok alle trivelle Ammazza Adriatico con il sì alle perforazioni petrolifere in mare.

I comitati anti trivellazioni hanno chiesto a Renzi di ritirare il permesso VIA, rispettando la volontà popolare.

Cittadini de L’Aquila chiedono a Renzi di velocizzare ricostruzione della città

Alla protesta contro Renzi a L’Aquila hanno partecipato anche i cittadini aquilani che chiedono di velocizzare la ricostruzione della città, ancora troppo lenta. Il consigliere Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila lo ha fatto notare al Presidente del Consiglio nel corso della visita al laboratorio di Fisica nucleare, rischiando di essere allontanato dall’aula. Renzi ha replicato a Di Cesare senza scomporsi:

Esprimere il proprio dissenso è legittimo. Siamo venuti all’Aquila per discutere di ricostruzione, la contestazione è stata animata anche da gruppi di ombrina mare.

Il bilancio dei tafferugli è di due studenti lievemente feriti e una poliziotta contusa. L’agente di polizia è stata colpita durante i tentativi di forzare il cordone messi in atto da alcuni esponenti del mondo anarco-insurrezionalista, giunti a L’Aquila da altre regioni.