Matteo Renzi e Silvio Berlusconi ieri si sono sfidati davanti alle telecamere di Virus. Quello nel programma di Rai 2 non è però stato un faccia a faccia vero e proprio, quanto un duello a distanza, in cui i due comunque non si sono risparmiati in attacchi e frecciate a vicenda.

Quando ormai oggi è giunto l’ultimo giorno utile della campagna elettorale per le Regionali e Comunali di domenica 31 maggio, visto che domani calerà il silenzio elettorale, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi ne hanno approfittato per proporre un’ultima annunciata sfida televisiva a distanza.

Il programma di Rai 2 Virus si è aperto con le dichiarazioni di un Silvio Berlusconi a tutto campo, che ha attaccato Renzi soprattutto sul tema delle tasse: “Renzi non ridurrà le tasse, perché la sinistra ha nella sua cultura come traguardo massimo la conquista e l’espansione del potere che significa espandere la spesa pubblica e quindi le tasse. […] La prima tassa che taglierei oggi è quella sulle abitazioni, la seconda sulle successioni”.

Berlusconi ha quindi ribadito le sue differenze con il “rivale” Renzi, annunciando di non sapere se potrà tornare a un rapporto collaborativo con lui come ai tempi del patto del Nazareno: “Non lo so, perché Renzi, invece di guardare agli interessi del Paese, guarda al suo interesse. C’è poi una profonda differenza tra me e lui, lui ha la metà dei miei anni e questa è una fortuna ma io ho 40 anni in più di esperienza. [...] Lui come politico guarda più alla sua convenienza e al suo tornaconto, cosa che è dei politici di mestiere e di professione.”

Anche Matteo Renzi è poi intervenuto a Virus e ha liquidato Silvio Berlusconi affermando: “È un biglietto scaduto, ha già avuto la possibilità di cambiare le cose. Grande rispetto, ma ora guardiamo al futuro.”

Renzi ha quindi parlato della delicata questione di Vincenzo De Luca, il candidato del centrosinistra come governatore della Campania, sostenendo che: “Per quello che riguarda la legge Severino applicata a casi in primo grado ci sono stati due casi: uno quello di De Magistris e uno per il consigliere regionale della Puglia, Amati. In entrambi i casi un tribunale, uno amministrativo e uno civile, li hanno ri-immessi in ruolo. È normale che De Luca dica che ha diritto allo stesso trattamento. De Luca è candidabile e eleggibile, a norma di legge, e poi i campani decideranno. […] De Luca è stato un sindaco di Salerno straordinario, se il sud fosse governato come Salerno ci sarebbe un Pil tra lo 0,5 e 1 per cento. È uno straordinario amministratore con metodi che possono piacere o meno.”