Matteo Renzi oggi è intervenuto in un’intervista concessa a Repubblica Tv ed ha affrontato vari argomenti, senza risparmiare qualche frecciatina. I suoi bersagli preferiti? Le correnti di opposizione interne al Partito Democratico e in particolare Massimo D’Alema.

Nell’intervista video rilasciata a Repubblica Tv, Matteo Renzi si è soffermato a parlare della situazione attuale del Pd, tra risultati elettorali soddisfacenti, ma varie tensione interne. Il premier ha dichiarato: “Il Pd fa i conti con una grande opportunità e una crisi di crescita, se vedo i numeri di quelli che se ne sono andati e chi è arrivato, soprattutto da Sel, il numero è positivo. Siamo aumentati anche nell’ala sinistra. Non è vero che c’è il rischio di smottamento al centro”.

Renzi ha anche toccato lo spinoso argomento Pippo Civati, neo dimissionario dal Pd: “Chi va via merita tutto il nostro rispetto, ma andarsene per far cosa? Io voglio bene a Civati, ma sono andato a vedere sul suo sito ed è scritto aderisci a Civati, cioè aderisci a un cognome. Dicevano a me che personalizzo, ma chi se ne va” pare che faccia “formazioni personali”.

Le parole più infuocate Renzi le riserva però a Massimo D’Alema e alla vecchia guardia del Pd: “Mi pare che dentro il Pd ci siano delle espressioni varie. Con grande rispetto per D’Alema e Bersani, non è che se non ci sono loro non c’è la sinistra che proviene dai Ds, perché la stragrande maggioranza del gruppo dirigente proviene dai Ds, il presidente Orfini, il vicesegretario Serracchiani, poi ci sono i nativi del Pd, poi la sinistra Dc, come Franceschini. Non è che siccome non c’è D’Alema non c’è sinistra: non è che “sinistra è dove ci sono io.” […] Se non c’è D’Alema, mi dispiace per D’Alema, non è detto che mi dispiace per il Paese”.

Matteo Renzi allarga poi il discorso riguardante la sinistra alla Liguria e all’Europa: “C’è una sinistra masochista e una riformista, che è quella che abolisce l’articolo 18 perché quello che facciamo noi con il Jobs act l’hanno fatto anni fa Schroeder e Clinton. In Liguria, per esempio, c’è la sinistra masochista che ha perso le primarie e anzichè accettare la sconfitta di Cofferati ha messo in discussione quel risultato, presentato un suo candidato che è Pastorino non per vincere le elezioni, ma per far vincere il candidato di Berlusconi, per rianimare con un massaggio cardiaco Berlusconi.” E poi invece in Europa c’è quella che definisce la sinistra “riformista e credibile che prova a vincere”.