Matteo Renzi ha chiuso insieme agli altri leader delle potenze mondiali il G7 giapponese di Ise-Shima. Nonostante la distanza dall’Italia, il nostro presidente del Consiglio nella conferenza stampa tenuta in conclusione del vertice ha rivolto diversi pensieri alla patria.

Renzi in particolare ha voluto rispondere in maniera secca alle critiche rivolte alla nuova legge elettorale, il discusso Italicum, piovutegli addosso da più parti, anche all’interno della minoranza del Partito Democratico.

Matteo Renzi ha tenuto a ribadire che: “L’Italicum non si discute, elimina il rischio degli inciuci permanenti. Dà la certezza a chi arriva prima di governare. È una legge molto semplice che dice che chi vince le elezioni può governare, è fondamentale nel rapporto tra politici e persone”.

Renzi ha poi lanciato qualche frecciatina a Bersani e alla minoranza del Pd che critica e chiede modifiche alle sue riforme: “C’è un governo in Italia che sta realizzando alcune riforme ferme da anni. Che il massimo della discussione sia la modalità di designazione dei parlamentari, un dibattito interno e autoreferenziale della classe politica, mi lascia perplesso: se a la discussione interna del principale partito deve essere le modalità, capisco le ansie, ma mi sembra riduttivo”, anziché affrontare il “vero dibattito della sinistra nel mondo tra libertà e uguaglianza”.

Renzi ha quindi precisato che non c’è alcun collegamento tra la legge elettorale e il referendum costituzionale previsto in calendario per il prossimo ottobre: “Abbiamo offerto ai cittadini la possibilità di essere arbitri del proprio futuro, loro decideranno. Sono convinto che lo faranno come dicono loro non come viene suggerito da un capo di un partito o l’altro. Nessuno che sostiene la forza della politica può votare contro: è la più grande riforma di riduzione del costo della politica. Se vince il no ci teniamo le regioni come sono, se vince il sì c’è una riduzione dei politici e del costo dei consiglieri regionali. È una sfida grossa. Non può esserci nessun collegamento tra legge elettorale e referendum costituzionale. Ma chi vuole votare no ha tutto diritto di farlo…”.

Riguardo alla riforma costituzionale, il premier italiano ha poi specificato che: “Rispetto alle modalità con cui i 100 saranno indicati al Senato è già concluso l’accordo. Se la riforma sarà approvata come penso e credo, lasceremo al Parlamento, subito dopo, le modalità della designazione di questi 100”.

Renzi ha inoltre guardato avanti, all’appuntamento col G7 che si terrà il prossimo anno proprio in Italia, in Sicilia: “Nel nostro G7 terremo insieme sogno e concretezza. Farlo in Sicilia non è un caso. La Sicilia della Magna Grecia, della bellezza, della filosofia, del barocco ma anche del volontariato e del farsi carico degli altri”.

Riguardo alla delicata e complessa questione migranti, Matteo Renzi si augura che il progetto proposto dall’Italia, quello del Migration Compact, vada a buon fine: “Il Migration Compact va bene, ora aspettiamo la fase di concretizzazione. […] Speriamo che da qui al prossimo Consiglio Ue tra un mese la questione non sia solo un tema sul tavolo ma ci sia un messaggio concreto dell’Ue”.