Prosegue lo scontro tra Matteo Renzi e l’Unione Europea sul tema delle tasse. Dopo che negli scorsi giorni l’attenzione si era concentrata su altri temi, innanzittutto il problema dei migranti, le discussioni sembravano ormai essersi spente, ma adesso si sono riaccese.

Matteo Renzi ha voluto confermare ancora una volta che dal prossimo anno gli italiani non pagheranno più le tasse sulla prima casa, le ben poco amate Imu e Tasi. Un provvedimento che non solo dovrebbe avere effetto a partire dal 2016, ma dovrebbe durare per sempre. Il premier ha infatti affermato che: “Il 16 dicembre gli italiani pagheranno la seconda rata della Tasi, quello è il funerale delle tasse sulla casa”.

Quanto alle coperture per poter effettuare questi tagli delle tasse sulla prima casa, Renzi ha dichiarato che ci sono e che “ci siamo fatti un gran mazzo a trovarle”.

L’Unione Europea non è però d’accordo con la scelta di Renzi e ritiene che il governo italiano debba concentrarsi a diminuire le tasse sul lavoro, non quelle sulla casa. Tutt’altro che diplomatica la risposta del nostro premier alle affermazioni presenti sul documento sulle “Riforme fiscali nella Ue”, secondo le quali “va limitato l’uso di aliquote ridotte e di esenzioni”.

Da New York, dove ha partecipato all’Assemblea dell’Onu e a un incontro con gli investitori internazionali alla sede del fondo di investimenti Blackrock, Renzi ha dichiarato: “Bruxelles non deve mettere bocca sulle scelte che fa uno Stato. Confermo che aboliremo la tassa sulla prima casa”. Il presidente del Consiglio ha inoltre aggiunto che l’Ue: “non può venirci a spiegare le tasse quando si gira dall’altra parte sui migranti”.

Matteo Renzi ha voluto inoltre specificare: “Quali tasse ridurre lo decidiamo noi, non un euroburocrate a Bruxelles. Per molti anni l’Italia ha alzato le imposte venendo incontro all’Europa, questa volta è bene che gli italiani sappiano che decidiamo noi e che riduciamo le tasse. L’Europa faccia il suo mestiere e noi il nostro”.