Ormai archiviato lo shock della sconfitta al referendum costituzionale Matteo Renzi riparte dalle sue dimissioni e dalla richiesta del Presidente della Repubblica di consegnare all’Italia una legge di Bilancio.

Durante il colloquio di ieri al Quirinale Sergio Mattarella ha infatti chiesto che il Presidente del Consiglio aspetti ancora qualche giorno per ottemperare agli impegni presi, scongiurando il rischio di esercizio provvisorio.

La soluzione che il governo intende adottare per liquidare la questione in tempi brevi sarebbe quella di una fiducia tecnica da porre al Senato, in modo che non possano essere proposte modifiche.

Risolto il dettaglio si dovrebbe pensare alla composizione di un nuovo esecutivo. Al momento si cercano personalità in grado di bilanciare le richieste delle varie forze politiche (Pier Carlo Padoan e Pietro Grasso sembrando i candidati più probabili), ma c’è anche chi spinge per elezioni anticipate, come la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle.

Forza Italia invece ritiene che tocchi ancora al Pd l’onere della formazione di un nuovo esecutivo, per quanto provvisorio, visto che la maggioranza è ancora detenuta dal partito di cui Renzi è segretario.

All’orizzonte si affaccia però l’ipotesi che sia proprio il Pd a spingere per un ritorno alle urne con scadenza massima a febbraio. Respingendo la richiesta di collaborazione di Forza Italia per la creazione di una nuova legge elettorale, e in attesa delle modifiche che la Consulta chiederà per l’Italicum, Renzi avrebbe intenzione di battere cassa facendosi forte del 40% di preferenze riscosso in sede di referendum.

Non lascio la bandiera delle elezioni anticipate a Grillo e agli altri. Se lo facciamo il Pd è morto, fa la fine che ha fatto dopo aver appoggiato il governo Monti”: questo sarebbe il pensiero dell’ormai ex premier, stando a Repubblica. Le nuove elezioni si servirebbe dell’Italicum modificato alla Camera e del proporzionale con sbarramento per quanto riguarda il Senato.

Rimane la domanda inerente la sorte di Renzi: rispetterà la parola data e si dimetterà dopo l’approvazione della legge di Bilancio, oppure cercherà di arrivare alle fatidiche elezioni, che potrebbero essere ormai alle porte? In ogni caso il prossimo congresso del Pd potrebbe trasformarsi molto velocemente in una corsa alle primarie, con la leadership del partito che in mancanza di uomini forti parrebbe essere destinata a rimanere nelle mani del Presidente del Consiglio.