Nuovo scontro nel mondo della politica. Questa volta a “fronteggiarsi” sono Matteo Renzi e Roberto Maroni e il “campo” della sfida è il dopo Expo. Con l’evento ormai terminato lo scorso 31 ottobre, si è aperta la questione su cosa farne dell’area fieristica ora tornata libera e il presidente del Consiglio e il governatore della regione Lombardia sembrano non essere del tutto d’accordo su questo punto.

Matteo Renzi ha avanzato una proposta. Nel corso del suo intervento di presentazione del progetto “Human Technopole. Italia 2040”, ha ipotizzato di trasformare l’area dell’Expo in un avanzato centro di ricerca dedicato in particolare a big data e genomica.

Renzi ha spiegato: “Ci sono 12-15 grandi iniziative al mondo su questi temi, ma nessuna di esse è interdisciplinare e mette l’uomo al centro. Per questo obiettivo devono collaborare pubblico, privato, centri di ricerca e start up. Lo Stato è pronto a investire 150 milioni all’anno per i prossimi dieci anni”.

Matteo Renzi ha quindi aggiunto: “Non immagino questa come un’area dove trasferire pur prestigiosi immobili” e riguardo al progetto ha affermato che è “serio e rigoroso ma non ha il respiro internazionale che Milano merita. Pensiamo che quell’area debba avere un forte valore scientifico e culturale, non solo dei federal building”.

Renzi ha anche appoggiato, seppure in maniera velata, la possibile candidatura del commissario di Expo Giuseppe Sala come sindaco di Milano: “Dico grazie a Beppe. Non posso dire altro per ovvi motivi; grazie di cuore per la dedizione con cui ha seguito l’Expo”.

L’iniziativa di Renzi è promettente, ma non ha trovato tutti concordi. Intervistato a Radio Anch’io, Roberto Maroni ha commentato dicendo: “Mi restano due dubbi. Il primo è che 150 milioni all’anno sono per l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Voglio capire se ci sarà l’intervento di Cdp. Il secondo è che se Iit viene a Milano a dire alle nostre università come si fa ricerca, questo no”.

Riguardo all’area Expo, o meglio ormai ex area Expo, Maroni ha dichiarato: “Proprio per evitare speculazioni edilizie e cose del genere, siccome ci sarà un campus universitario con le residenze degli studenti, io ci voglio mettere anche un centro sportivo, uno stadio di atletica, una piscina olimpica pubblica, che Milano non ha, e lo stadio”.

Maroni ha quindi aggiunto: “Per l’area del dopo Expo ci sono i progetti, c’è già un masterplan sviluppato nei mesi scorsi dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano e dalla società Expo. […] Un masterplan molto chiaro sia in termini di risorse che di strutture da mettere lì e uno di questi elementi è il polo tecnologico di cui ieri ha parlato Renzi. Ieri avevo sollevato delle perplessità perché anch’io avevo capito, come altri, che il governo dicesse ‘si fa solo il polo tecnologico e lo mettiamo nelle mani dell’Iit di Genova’, istituto prestigioso ma piccolino, e questo aveva suscitato le mie perplessità. […] Ieri mi è parso di capire che l’intervento del governo sarà limitato a questo aspetto e poi ci sarà tutto il resto da fare”.

Riguardo a Sala, Maroni ha detto: “Avevo chiesto già mesi fa a Beppe Sala di continuare la sua esperienza per curare il dopo Expo. Chi meglio di lui? Ma lui mi ha detto che aveva altre idee. Rammarico? Gliel’ho chiesto mesi fa, prima che avesse questa idea. Dopodiché tanti auguri. Io voglio una figura come lui, un supermanager. Non mi interessa il colore politico”.