Guerra interna e colloqui esterni. Ieri Matteo Renzi ha trascorso gran parte della giornata a prendere nota degli insulti pesanti che gli arrivavano dai suoi colleghi di partito. E in serata ha incontrato al Teatro Regio di Parma Silvio Berlusconi, col quale si è intrattenuto una ventina di minuti in un colloquio cordiale e riservato. L’occasione era uno spettacolo in commemorazione di Pietro Barilla.

Il nemico era cordiale e gli amici velenosi. Due giorni fa il sindaco di Firenze aveva definito inadatti a diventare Presidente della Repubblica sia Franco Marini che Anna Finocchiaro, due nomi che spesso sono circolati come possibili successori di Giorgio Napolitano. La replica non è tardata. La Finocchiaro ha replicato: “Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti“. E Marini: “Non posso lasciar passare in silenzio parole tanto gravi e offensive. Nella mia vita pubblica ho ricevuto critiche e contestazioni. Come tutti. Matteo Renzi però usa un altro registro“.

Renzi (foto by InfoPhoto) non ha evitato di reagire. Nella newsletter pubblicata ieri sul proprio sito web, il sindaco fiorentino scrive: “Al repertorio di ieri (“arrogante, qualunquista, indecente”) devo sommare oggi la sobria espressione “miserabile” che mi ha rivolto la senatrice Anna Finocchiaro. Sono miserabile perché ho detto che a mio giudizio la Finocchiaro non è un candidato all’altezza del Quirinale. Così come ero indecente agli occhi di Pierluigi Bersani per aver invitato la politica e i politici a fare presto. A non perdere più tempo. Avverto molta amarezza. E personalmente mi sembra ingiusto essere attaccato così solo per aver detto quello che penso io e che pensano milioni di italiani. Se qualcuno vuole parlare la lingua dell’insulto, si accomodi. Io non raccolgo“.