Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi torna alla Leopolda per rivendicare quanto fatto negli ultimi 6 anni, da quando su quello stesso palco lanciò la rottamazione della vecchia dirigenza del Pd. Il leader del Partito Democratico ammette che senza la Leopolda come trampolino di lancio non sarebbe riuscito ad arrivare a Palazzo Chigi. Una posizione che Renzi reputa tutt’altro che facile per lui e per il resto della generazione Leopolda: “Siamo in posti difficili, non solo a Roma, e ci mettiamo la faccia”, esordisce Renzi lanciando poi una frecciatina all’opposizione interna: “Gli amici gufi non passeranno un buon inverno”.

Mentre Renzi apre la kermesse fiorentina fuori infuria la protesta degli obbligazionisti che hanno perso i capitali investiti nelle 4 banche salvate dal governo: i risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti. La manifestazione è stata spostata dalla Questura di Firenze a mezzo chilometro di distanza nel timore di scontri:

Caro Renzi, la invitiamo ad ascoltare le testimonianze di chi ha perso tutto a causa del decreto salva-banche. Ci contiamo, chiedono i manifestanti in un volantino.

Renzi si difende:

Siamo gli unici che non c’entrano, siamo arrivati quando il pasticcio era già compiuto, frutto di scelte fatte ben prima che nascesse questo governo.

Non si tratta dell’unica protesta divampata a Firenze. Ieri Renzi è stato costretto ad annullare un convegno all’Università di Firenze a causa della protesta degli studenti di Azione Universitaria, infuriati per la riforma del calcolo dell’ISEE che penalizza il diritto allo studio.

Salvataggio banche: Saviano chiede le dimissioni del ministro Maria Elena Boschi

Un’altra ombra oscura la sesta edizione della Leopolda: lo scrittore Roberto Saviano ha chiesto le dimissioni del ministro delle riforme Maria Elena Boschi. L’autore di Gomorra ha denunciato il conflitto di interessi del ministro. La Boschi ha infatti varato un decreto che ha salvato dal fallimento anche la banca Etruria di cui era vicepresidente il padre.

Saviano vede nel silenzio della Boschi una deriva autoritaria che non risolve un problema politico enorme. Secondo Saviano se il suicidio del pensionato che ha perso tutti i suoi risparmi fosse avvenuto sotto il governo Berlusconi i media e le opposizioni avrebbero sollevato un polverone gridando allo scandalo. Lo scrittore cita il caso di Josefa Idem che sotto il governo Letta si dimise per un fatto di nessuna rilevanza penale ovvero aver indicato come abitazione principale un immobile in cui non risiedeva abitualmente.

Perché era giusto sotto Berlusconi chiedere le dimissioni, urlare allo scandalo e all’indecenza ogni volta che qualcosa, a ragione, ci sembrava andare nel verso sbagliato e tracimare nell’autoritarismo? Cosa è successo da allora? Cosa è cambiato nel nostro modo di leggere ciò che accade? Cosa è cambiato nella nostra capacità di indignarci?  tuona Saviano.

Sia Renzi che la Boschi preferiscono non replicare sulla vicenda. Il ministro Boschi ha annullato la sua partecipazione alla serata di apertura della Leopolda.