Si sono riuniti nella notte Speranza, Zanda, Franceschini e Renzi per decidere una linea di movimento finale dopo il discorso di Letta e le sue molteplici provocazioni dirette proprio al segretario (qui i dettagli sul suo discorso) che risponde così: “Non raccogliamo le provocazioni di Letta, tanto domani si dimette”.

Al suo posto parla il portavoce Guerini: “In Direzione non ci sarà nessun duello. Il contributo offerto dal premier sarà oggetto di una discussione responsabile e approfondita, così come sarà fatto per quanto riguarda l’operato del governo”. 

Questi i commenti ufficiosi, ma quello che ci si aspetta adesso è una sorta di sfiducia al premier che, secondo alcuni renziani, oggi si recherà al  al Colle, secondo altri insisterà per un passaggio parlamentare. Al Nazareno c’è addirittura chi sospetta che Letta voglia creare una sorta di «Asinello», come fece Parisi dopo che D’Alema prese il posto di Prodi, in questo caso, però,con i «Popolari per l’Italia» e Ncd.

Renzi, ad ogni modo, tira dritto per la sua strada rivelandosi anche poco “toccato” dai sondaggi: “I leader devono leggerli i sondaggi, non seguirli. Se io li avessi seguiti sarei rimasto presidente della provincia di Firenze. Non mi fanno paura, vedrete che la gente si dimenticherà questa storia”. E a chi gli chiede come risponde: “Ho intenzione di fare due o tre cose esplosive nei primissimi mesi del governo, due tre cose importantissime. La staffetta non se la ricorderà più nessuno. Si dimenticheranno tutti del cambio tra me e Letta. Alla gente interessa l’occupazione, la crisi economica…”.

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