Matteo Renzi è soddisfatto dei risultati alle elezioni Regionali, nonostante in parecchi abbiano sottolineato come il Pd abbia avuto un deciso calo di consensi rispetto alle Europee e Amministrative del 2014. Il premier sostiene che quella da lui guidata è l’unica sinistra in grado di vincere in Europa, pur ammettendo il passo falso fatto in Liguria.

Nel corso di un intervento al teatro Carlo Felice di Genova nel corso dell’evento La Repubblica delle idee, Matteo Renzi ha commentato l’esito delle elezioni Regionali di domenica scorsa, difendendo i risultati ottenuti dal Partito Democratico in molte regioni.

Renzi parla di una vittoria netta e indiscutibile da parte del suo partito: “L’unica sinistra che in Europa ha ancora un risultato è la nostra. Mi dispiace per la Liguria, ma non c’è partita: numericamente il Pd ha vinto e il Pd ha un consenso nel Paese che non ha nessuna sinistra europea. Se abbiamo perso in Liguria abbiamo sbagliato noi, chi trova alibi sbaglia. Se ha sbagliato, ha sbagliato il Pd e se ne deve fare carico il Pd. Da parte mia non sentirete mai una parola contro la Paita”.

Oltre alle parole di soddisfazione per i risultati alle Regionali, Matteo Renzi ammette però anche che “sicuramente il Pd deve fare una riflessione, ben venga, un po’ di buon senso ci aiuta a rimetterci in gioco. Ma la sinistra deve chiarire: fuori dal nostro Pd c’è la Coalizione sociale o Podemos italiano. Fuori dal Pd c’è Salvini ed il centrodestra. Per essere argine all’antipolitica dobbiamo darci una smossa ma essere consapevoli della situazione”.

Matteo Renzi non ha inoltre resistito a lanciare una frecciatina alle correnti minoritarie all’interno del centrosinistra: “C’è sempre una sinistra che si ritiene più a sinistra dell’altra e che fa vincere la destra. Se stai dentro una comunità rispetti le regole, se no stai in un partito anarchico”.

Durante l’incontro che si è tenuto a Genova, Renzi ha inoltre affrontato il delicato tema degli impresentabili, della legge Severino e della controversa elezione di Vincenzo De Luca come governatore della regione Campania: “Il tempo delle leggi ad personam è finito. Noi non le facciamo. Aspettiamo la sentenza, che spero lo assolva.” Il leader del Pd ha poi tenuto a precisare che De Luca è indagato per “abuso d’ufficio, come De Magistris, che non è accusato di un reato di mafia”.

Matteo Renzi è tornato anche su un altro tema sempre complicato, quello della scuola: “Sulla scuola abbiamo bisogno di ascoltare, l’impressione che non ci confrontiamo è colpa di un racconto sbagliato da parte del governo. Stiamo discutendo, siamo pronti a ragionare. Discutiamo perché non si può fare riforma senza massimo coinvolgimento, ma non cederemo a chi dall’alto di rendite di posizione pensa che la scuola sia intoccabile.” La riforma “la porteremo a casa perché la scuola è il futuro di questo Paese. Chi non investe nella scuola è un Paese finito”.