Matteo Renzi ha dichiarato che l’esercito italiano contribuirà alla difesa della diga di Mosul, che si trova in Iraq, sul fiume Tigri. Si tratta della più grande diga irachena ed era precedentemente nota con il nome di Diga di Saddam. I nostri militari saranno chiamati a difenderla dal pericolo di potenziali attacchi da parte dei terroristi.

La Trevi, una ditta di Cesena, si è aggiudicata l’appalto per i lavori di risistemazione e di messa in sicurezza della diga di Mosul in Iraq e quindi Renzi ha annunciato, in un suo nuovo intervento alla trasmissione Porta a Porta, che verranno impiegati 450 militari italiani per difenderla. Quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama negli scorsi giorni parlava dell’impegno italiano nel far fronte alla guerra all’Isis, probabilmente faceva già riferimento anche a questa decisione del nostro governo.

Matteo Renzi al programma di Bruno Vespa ha dichiarato: “Siamo in Iraq per l’addestramento, ma anche con un’operazione importante nella diga di Mosul, cuore di un’area molto pericolosa al confine con lo stato islamico, è seriamente danneggiata e se crollasse Baghdad sarebbe distrutta. L’appalto è stato vinto da un’azienda italiana, noi metteremo 450 nostri uomini insieme agli americani e la sistemeremo”.

La diga di Mosul è danneggiata e, nel caso dovesse crollare, ciò causerebbe la morte di numerose persone, oltre a ingenti danni in diverse province dell’Iraq, e forse anche nella capitale Baghdad, benché si trovi a 350 chilometri di distanza. I militari dell’esercito italiano sono quindi necessari per Renzi per poter prevenire eventuali azioni terroristiche.

Già in passato, nell’agosto 2014, dopo che l’Isis si era impossessato di Mosul e della provincia di Ninive, la preoccupazione era quella che i terroristi potessero far saltare in aria la diga. Cosa che poi non si è verificata, visto che i Peshmerga ripresero il controllo della zona e dell’impianto, grazie anche alla collaborazione dei raid da parte degli aerei statunitensi.

A questo punto, la decisione di mettere a disposizione della difesa della diga irachena i nostri militari è però destinata a far discutere parecchio in Italia.