Come se cominciasse oggi il suo Governo, Matteo Renzi si presenta alle camere per illustrare i famosi mille giorni. E’ un vero e proprio discorso programmatico quello che il presidente del Consiglio terrà martedì 16 settembre, alle 10.30 alla Camera dei deputati e alle 15 al Senato; non importa se è in carica da quasi sette mesi.

Ad un Parlamento che non riesce neanche ad eleggere due membri della Corte costituzionale (d’altra parte non era stato nemmeno capace di trovare un nuovo presidente della Repubblica), Renzi chiederà appoggio soprattutto sul programma di riforme. In particolare, il premier conta di rendere definitive entro la fine dell’anno l’intervento sul lavoro e la legge elettorale.

Il secondo fronte, non meno pericoloso del primo, è quello dell’Europa. Renzi dovrà dimostrare che l’Italia non deve più essere trattata da suddito dell’Unione europea, ma da partner con pari dignità rispetto a tutti gli altri membri. Una locomotiva, non un rimorchio: “L’Italia è un Paese meraviglioso e lo riporteremo dove deve stare, alla guida dell’Europa“. E’ quanto il capo del Governo ha detto ieri a Palermo. Ripeterà in forma ufficiale che l’Italia rispetterà gli impegni sul contenimento del deficit, ma non accetterà alcuna forma di commissariamento. E spingerà la nuova Commissione europea a rispettare i propri, cominciando dai promessi 300 miliardi d’investimenti per spingere la crescita economica.

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