Matteo Renzi ha tenuto il suo discorso alle Camere per illustrare quello che è stato definito il programma dei mille giorni. Entro quest’arco di tempo, che terminerà nel febbraio 2018, l’Italia dovrà infatti cercare di rimettersi in piedi attuando una serie di riforme, perché, come dice lo stesso Premier: “Mille giorni sono l’ultima chance per recuperare il tempo perduto, il cartellone di recupero dopo aver perso tanto tempo“. Un Matteo Renzi proustiano dunque, alla ricerca del tempo perduto – da altri – e delle buone idee per far ripartire l’economia italiana.

Smentita l’ipotesi di un ritorno al voto nel breve termine, Renzi ha fatto come al solito sfoggio delle sue forti capacità comunicative, puntando su vecchi cavalli di battaglia: “Gli 80 euro sono una realtà. Erano considerati un annuncio infattibile. Adesso mi pare siano un fatto e sono giustizia sociale, perché in questi anni c’è una parte della popolazione, il ceto medio, che ha pagato la crisi più di altri” e concentrandosi sull’emergenza lavoro: “Il sistema del diritto del lavoro va radicalmente cambiato in una dimensione in cui la centralità non è il derby ideologico. Ma bisogna cambiare gli ammortizzatori rendendoli più semplici, semplificare le regole e garantire forme di tutela univoche e identiche. Nel 2015 dobbiamo partire con i nuovi ammortizzatori sociali“.

Renzi ha infine espresso il suo parere anche sulla vicenda Eni, colpita dallo scandalo delle presunte tangenti pagate in Nigeria: “L’azienda è stata raggiunta da uno scoop e poi da un avviso di garanzia. Noi aspettiamo le indagini e rispettiamo le sentenze ma non consentiamo a un avviso di garanzia di cambiare la politica aziendale di questo Paese“.

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