Il premier Matteo Renzi è tornato a parlare di politica interna durante l’incontro con la comunità italiana al Consolato di New York. Il capo del governo ha confermato il suo impegno per cambiare il Paese chiedendo una mano anche agli italiani che stanno in America. “Per tornare a fare l’Italia siamo pronti, se servirà, a fare battaglie in Parlamento e a sfidare i poteri forti anche se più dei poteri forti temo i pensieri deboli” ha detto Renzi.

Renzi ha analizzato i mali del nostro pese e ha dichiarato: “Cambieremo la burocrazia, le regole del gioco sul lavoro, le istituzioni, e daremo tempi certi alla giustizia”.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: “Dobbiamo essere orgogliosi e gelosi del nostro passato ma anche del nostro futuro. Certo abbiamo qualche problema, alcuni numeri non vanno ma a fronte di un debito alto abbiamo una ricchezza privata più di altri paesi del mondo occidentale, aziende che crescono nonostante la politica e abbiamo la straordinaria capacità di essere innovatori e curiosi”.

Poco prima, nel discorso al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite aveva parlato delle tragedie nel Mediterraneo, ha elogiato Mare Nostrum (QUI NE DETTAGLIO L’OPERAZIONE), “L’Italia ha salvato 80mila vite. ” e ha affrontato i temi di politica internazionale, in particolare parlando di Isis, “È una minaccia terroristica, non espressione di una religione. È un rischio per l’intera comunità di uomini e di donne che si vogliano definire umani. Quando sono stato a Erbil ho visto che è in corso un genocidio. Le stragi di cristiani verificatisi in un tragico crescendo sono una ferita per tutta l’umanità”, il premier ha confermato l’impegno del nostro paese contro il gruppo terroristico, “il sostegno italiano, nel rispetto della Carta Onu e delle prerogative del Parlamento, all’iniziativa della coalizione per eliminare la minaccia posta da Isis”.

Parole di Renzi anche sulla crisi Ucraina, “Una crisi che ci pone di fronte a sfide inaspettate e che rischia di portare un nuovo conflitto nel cuore dell’Europa, dopo oltre 50 anni di pace. Io credo che si possano tenere insieme i due principi fondamentali: il diritto del popolo ucraino all’unità del territorio di fronte ad un’aggressione che ne ha violato l’integrità e contemporaneamente auspico il superamento delle tensioni con la federazione russa che mi auguro possa tornare ad esercitare il ruolo di attore globale.” e sulla Libia, paese in totale caos da quando è stato cacciato il dittatore Gheddafi, “La priorità deve andare alla Libia. Non possiamo sottovalutare questo focolaio nel cuore del Mediterraneo, che rischia di segnare il punto di non ritorno nel crinale di violenza e instabilità della regione”.

Infine sulla crisi in Medio Oriente Renzi è stato chiaro: “Non ci stancheremo mai di chiedere pace per il Medio Oriente. Il popolo palestinese ha il diritto di avere finalmente una patria, Israele ha non solo il diritto ma il dovere di esistere”.