Una platea particolarmente importante è quella appena affrontata da Matteo Renzi durante la sua visita negli Stati Uniti: il consiglio delle relazioni internazionali a New York, cioè la crema degli investitori americani, pronti ad impiegare capitali all’estero, ma solo se esistono serie condizioni per ottenere profitti. Fra le tante cause che oggi tengono lontani gli investitori stranieri dall’Italia, uno dei freni peggiori è l’eccessiva rigidità e complessità (traduzione: costi troppo alti) nel mercato del lavoro.

E’ proprio questo l’argomento che Renzi ha affrontato di petto, parlando della riforma che lui vuole introdurre e sulla quale sta combattendo una durissima guerra contro sindacati e sinistra del proprio partito. “Il nostro primo obiettivo è cambiare il mercato del lavoro, perché è focalizzato sul passato e quindi ci sono troppi disoccupati“.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: “In Italia abbiamo buone idee ma a volte non siamo capaci di realizzarle. Amiamo il nostro presente, perché è un presente di qualità di vita, ma la sfida per il mio governo è quella di farci amare il futuro. Dobbiamo cambiare noi stessi per tornare ad essere l’Italia“. In platea sedeva anche l’amministratore delegato del gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne: “Renzi ce la farà. Dobbiamo aiutarlo. Sta cambiando il sistema con la freschezza delle nuove idee“.

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