Dopo le parole polemiche usate nei confronti della magistratura negli scorsi giorni, in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni che hanno portato alle dimissioni dell’ex ministro allo sviluppo economico Federica Guidi, Matteo Renzi fa retromarcia. Almeno parzialmente.

Renzi ha voluto prendere le distanze dai paragoni con Silvio Berlusconi che sono saltati fuori nelle ultime giornate. Il presidente del Consiglio ha assicurato che non ha intenzione di proporre alcuna legge bavaglio nei confronti dei magistrati, però si è lamentato del fatto che all’interno delle intercettazioni finiscano anche elementi più da gossip che con le inchieste vere e proprie poco o nulla hanno a che vedere.

Matteo Renzi è intervenuto sul discusso argomento giustizia e intercettazioni dichiarando: “Un magistrato deve farsi sentire attraverso le sentenze”, tenendo però a precisare la sua distanza dalle posizioni di Silvio Berlusconi: “A differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento per non essere interrogati, ora c’è un governo che dice ai magistrati: prego lavorate. Lavorate di più, non di meno. Arrivate a sentenza. Chi è onesto non deve avere paura dei magistrati”.

A suggerire il paragone tra Renzi e Berlusconi era stato il blog di Beppe Grillo, che ha scritto che l’attuale presidente del Consiglio propone: “quello che chiedeva Berlusconi: mettere il bavaglio alla magistratura e all’informazione libera rimasta per coprire le vergogne del governo”. Luigi Di Maio sempre del Movimento 5 Stelle aveva inoltre dichiarato: “Questo governo sta cadendo a pezzi e Renzi cerca di tappare i buchi vietando le intercettazioni, mentre la barca affonda”.

Renzi ha però ribadito che le intercettazioni devono essere utili “a scoprire i colpevoli”, mentre le questioni non riguardanti le inchieste, ovvero i “pettegolezzi, sarebbe meglio non vederli sui giornali”.

Matteo Renzi non ha quindi in programma una riforma del sistema giudiziario italiano, bensì quella del Senato, per cui ha dichiarato di sentirsi “emozionato e commosso” per il “gigantesco passo avanti dell’Italia”.