Il referendum costituzionale con cui gli italiani dovranno decidere se appoggiare o meno la riforma del governo Renzi sul Senato si dovrebbe tenere soltanto il prossimo 6 novembre, eppure il mondo della politica sembra già non pensare ad altro.

Negli ultimi giorni è venuta fuori la possibilità di “spacchettare” il referendum in più domande da rivolgere agli italiani. Un’ipotesi che però non piace a Matteo Renzi, che ha dichiarato che un’idea del genere “non sta in piedi”.

Riguardo al referendum confermativo nei confronti della riforma Boschi previsto probabilmente per novembre, Renzi ha inoltre affermato con convinzione che il militante medio del Movimento 5 Stelle “che può scegliere tra un Parlamento più costoso e uno più efficiente e che costa meno” alla fine “voterà per ridurre le poltrone”, invece “un parlamentare 5 Stelle che teme che gli portino via la poltrona probabilmente voterà no”.

Renzi ha quindi aggiunto: “In ballo c’è la Costituzione e la Costituzione ha delle regole e non è possibile, secondo la maggior parte dei giuristi, spacchettare e fare un referendum ‘à la carte’. Trovo che ci sia un grandissimo Truman Show: si spacchetta o non si spacchetta? A Natale si spacchetta, poi deciderà la Cassazione. A mio giudizio la domanda è semplice: volete continuare con questo Parlamento o cambiare? Volete un sistema in cui le regioni continuino con i poteri di oggi o meno? Alla fine si fa chiarezza. [...] Che il Senato abbia votato il superamento del Senato è un bellissimo segnale della politica. Per una volta, la politica ha dimostrato grandissima serietà”. E ha poi affermato: “Io non ho paura del referendum perchè votano i cittadini”.

Della riforma ha parlato anche il ministro delle Riforme del governo Renzi Maria Elena Boschi: “Nessuno ha la pretesa di presentare una riforma perfetta. Ci possono essere alcune criticità. Io per prima sono consapevole di alcune imperfezioni o magari che su alcuni punti si potevano fare scelte diverse. Ci possono per esempio essere posizioni differenti sul Titolo V e in particolare sulle competenze di Stato e Regioni”. Per poi aggiungere: “Le riforme costituzionali sono il pezzo più importante del cambiamento del Paese”.

La Boschi ha quindi proposto una metafora ciclistica, dichiarando che le riforme costituzionali rappresentano una “tappa di montagna” di quelle per cui “bisogna alzarsi sui pedali. […] Votare sì o no al referendum costituzionale vuol dire votare pro o contro l’idea di cambiamento che abbiamo per il Paese. Chi dice no merita rispetto e ascolto ma è contento di come stanno le cose oggi, mentre chi dice sì vuole cambiare, non si accontenta dell’esistente ma guarda al futuro. Se passa il sì, questa sarà la riforma degli italiani, un’occasione unica, saremo tutti madri e padri costituenti”.