I lettori de Il Giornale quest’oggi si sono ritrovati di fronte a una pagina pubblicitaria alquanto particolare. Un imprenditore ha infatti acquistato una pagina del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti non per pubblicizzare qualche prodotto o servizio, bensì per denunciare il fatto che Matteo Renzi non ha rispettato quando aveva promesso in televisione agli italiani alcuni mesi fa.

Massimo Blasoni, imprenditore proprietario della catena di residenze per anziani Sereni Orizzonti nonché fondatore del centro studi Impresa Lavoro, ha comprato una pagina pubblicitaria su Il Giornale per segnalare come Renzi non abbia rispettato quanto aveva dichiarato nel corso della sua apparizione a Porta a Porta del 13 marzo dell’anno scorso.

Nella pagina de Il Giornale, Blasoni scrive: “Il 13 marzo 2014 il premier Matteo Renzi promise in tv agli italiani che il 21 settembre, giorno del suo onomastico, avrebbe fatto un pellegrinaggio al santuario di Monte Senario se il suo Governo non avesse pagato debiti che la Pubblica Amministrazione aveva con le imprese italiane per la fornitura di beni e servizi”.

Nella sua inserzione pubblicata a pagina 7 del quotidiano e accompagnata da una foto di Matteo Renzi con un’aureola in testa, Massimo Blasoni continua scrivendo: “I debiti sono rimasti e ora sfiorano i 70 miliardi di euro. I ritardi di pagamento sono costati alle nostre imprese 6,1 miliardi di euro in anticipazioni bancarie. Oggi è San Matteo. E per il secondo anno di seguito Renzi non andrà in pellegrinaggio per espiare la promessa mancata. Le imprese italiane intanto aspettano”.

Massimo Blasoni ha commentato la scelta di acquistare una pagina su Il Giornale dichiarando: “La pagina per ricordare a Renzi delle promesse mancate? Una provocazione che arriva dopo una serie di studi e analisi del nostro centro studi. Anche il mio gruppo vanta dei crediti con la pubblica amministrazione, così come decine e decine di imprenditori: non si capisce perché quando è lo Stato a vantare crediti, arrivano subito le ganasce di Equitalia: viceversa invece le aziende vengono lasciate ad attendere per fondi che sono già a bilancio. Credo si sia rotto il patto di fiducia tra lo Stato e gli imprenditori”.