Nel giorno più complicato, il Pd si ricompatta. Almeno in parte. La direzione del Pd che si è riunita ieri ha infatti approvato all’unanimità il piano di riforme proposto da Matteo Renzi. Va però specificato che al voto non ha partecipato la minoranza interna al partito, quella dei dissidenti. La relazione effettuata dal presidente del consiglio alla direzione del Pd ha in ogni caso avuto l’ok senza alcun astenuto, né voto contrario.

Durante il suo discorso alla direzione del Pd, Matteo Renzi ha spiegato le sue idee riguardo alla riforma del Senato: “L’elezione diretta dei futuri senatori non può sussistere perché c’è già stata una lettura in doppia conforme. Ma può esserci una designazione da parte degli elettori, com’era nella legge del 1995, la Tatarella. Su questa e altre questioni siamo disponibili. E mi auguro che su questo si possa portare tutto il Pd. Il riferimento di Renzi è alla legge elettorale regionale del ’95, la Tatarella appunto, che non prevedeva l’elezione diretta del presidente della Regione ma questi era comunque designato dagli elettori e poi “ratificato” dal Consiglio regionale. Si tratta dunque di intervenire, come spieghiamo in pagina, sull’unico comma modificato dalla Camera, il comma cinque”.

Tra chi non ha partecipato alla riunione nella direzione del Pd del Nazareno c’era Pier Luigi Bersani, che ha preferito essere presente alla chiusura della festa dell’Unità di Modena. È da lì che ha espresso parole positive nei confronti del premier.

Bersani ha infatti dichiarato: “Mi pare che Renzi abbia fatto un’apertura significativa: se si intende che gli elettori scelgono i senatori e i consigli regionali ratificano va bene perché è la sostanza di quello che abbiamo sempre chiesto”.

Un’approvazione, quella di Bersani, che è stata subito accolta in maniera positiva all’interno del Pd. Il vicesegretario Lorenzo Guerini ha infatti fatto sapere attraverso una nota che: “Le parole che arrivano da Bersani sono da ritenersi una positiva apertura. Adesso che sembra siano caduti rilanci e diktat non possiamo che esserne contenti”.

Tra gli altri appartenenti alla minoranza interna al Pd, sono arrivate parole di distensione anche da parte di Gianni Cuperlo, che ha affermato: “La relazione di Renzi come è giusto contiene molte cose e su molte sono d’accordo, su altre meno come ad esempio la Tasi”.