Matteo Renzi nel corso del suo ultimo discorso è apparso davvero agguerrito. Letteralmente. Il premier italiano ha infatti suggerito con parole molto forti l’utilizzo addirittura del machete nei confronti di ciò che non va.

Un’affermazione parecchio estrema che sembrerebbe provenire da Matteo Salvini e invece no. Il leader della Lega Nord questa volta non c’entra nulla. A pronunciarla è stato un altro Matteo, Renzi, che parlando ai ricercatori italiani del Cern quest’oggi ha dichiarato: “Viviamo un tempo nel quale ci raccontano che il futuro tutto è soltanto negativo. Non sto dicendo che dovete guardare i talk show, non ve lo auguro nella vita. Ma il racconto di noi stessi è sempre centrato sulle cose che non vanno e le cose che funzionano non sono valorizzate a dovere. Sia chiaro, le cose che vanno cambiate, vanno cambiate col machete non col fioretto: lo stiamo facendo e lo dobbiamo fare ancora di più”.

Matteo Renzi come Danny Trejo, il mitico protagonista delle pellicole dirette da Robert Rodriguez Machete e Machete Kills? Mentre già si possono immaginare le parodie che si potrebbero scatenare a breve in rete, il premier, parlando ai ricercatori italiani del Cern, ha affrontato vari argomenti.

Durante il suo discorso, Matteo Renzi ha anche parole più rassicuranti: “C’è anche un’Italia che funziona e che guarda all’Europa, che deve tornare a essere ‘casa’. Vorrei chiedervi di guardare al futuro con più convinzione”. E poi ancora ha dichiarato: “Qui c’è l’Europa che ci piace. Il Cern è il punto più avanzato nel mondo della ricerca e dimostra che qui c’è l’Europa inclusiva, larga, che ha il coraggio di costruire un domani fatto di curiosità e non di paure”.

Renzi ha inoltre parlato della situazione della Grecia, dicendo: “Sto per andare a Bruxelles a un ennesimo dibattito sull’Europa. Tutti abbiamo a cuore la Grecia ed è giusto si affronti l’emergenza. Ma c’è un problema più grande dell’emergenza Grecia: che tipo di Europa vogliamo per il futuro. Per costruire un’Europa politica, non solo economica, c’è bisogno di tutta la nostra intelligenza. L’Europa che dobbiamo costruire ha bisogno di tutta la nostra forza e passione perché dev’essere un’Europa politica e non solo economica o di numeri”.