Il ponte sullo Stretto di Messina si farà ma non è tra le priorità del Governo. A dichiararlo è stato il Presidente del Consiglio in un’intervista concessa all’emittente radiofonica Isoradio. Renzi ha spiegato che prima di realizzare il ponte sullo Stretto bisognerà risolvere problemi più urgenti, a partire dall’opera incompiuta per eccellenza: la Salerno-Reggio Calabria.

Renzi promette agli automobilisti che sperimentano da anni disagi sull’autostrada meridionale che il 10 marzo 2016 presenzierà all’apertura dell’ultima galleria della Salerno-Reggio Calabria. L’opera verrà inaugurata il 22 dicembre 2016:

Costi quel che costi, noi vogliamo che sia un’autostrada seria a quattro corsie. Forse non sarà bellissima tutta, ma deve essere messa in sicurezza perché lo si deve alla civiltà dell’Italia e alla sua credibilità all’estero.

Renzi: priorità è sistemare le strade al Sud

La Salerno-Reggio Calabria non è certo l’unico problema delle infrastrutture meridionali. Come ha fatto notare Renzi, prima di tornare a parlare di opere faraoniche come il ponte sullo Stretto occorre sistemare le strade:

In prospettiva non ho niente contro il ponte sullo Stretto, l’importante è capire i costi e i tempi. Soprattutto, quando si farà dovrà riguardare anche i treni, perché in Italia abbiamo la struttura di alta velocità migliore al mondo. Ma se non riusciamo a unire Catania con Messina e Palermo di che cosa parliamo?

Renzi ha poi ricordato l’ultima opera portata a termine durante la sua legislatura, la nuova Variante di Valico della A1:

È fantastica, imparagonabile al vecchio tratto appenninico. Mettendo a posto le strade stiamo facendo un piacere all’Italia. Non è una cosa di destra o sinistra, è una cosa bella, per l’Italia.

Portare a termine le opere incompiute in Italia, a quota 868 nel 2014, sarebbe un regalo anche per le finanze degli italiani. Secondo l’ultimo rapporto del Codacons ogni famiglia italiana perde 166 euro all’anno per i progetti non portati a termine. Ultimare le opere in corso costerebbe 1,4 miliardi di euro a fronte dei 4 miliardi di euro sprecati ogni anno. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi denuncia:

Si tratta di risorse sottratte alla collettività costretta a finanziare dighe progettate negli anni ’60 e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perché lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione.

La maglia nera è proprio della Sicilia che conta 215 opere incompiute.